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Cronaca

La finta pensione firmata Meloni e la truffa con l’intelligenza artificiale che corre sui social

Immagini create con l’Ai e una falsa pagina Rai News per convincere gli utenti a versare 200 euro

La finta pensione firmata Meloni

La finta pensione firmata Meloni e la truffa con l’intelligenza artificiale che corre sui social

Una fotografia costruita con l’intelligenza artificiale, la premier Giorgia Meloni che consegna denaro a un anziano davanti a uno sportello di Poste Italiane, un titolo studiato per colpire chi fatica ad arrivare a fine mese. È così che prende forma l’ennesima truffa via social, costruita sulle speranze di chi cerca una pensione più dignitosa e si imbatte in un annuncio che promette soluzioni immediate.

Il messaggio è confezionato come una notizia ufficiale. “Approvato dal governo Giorgia Meloni: scopri il nuovo fondo pensione”. E ancora: “Molti stanno già verificando. Pochi conoscono davvero i dettagli del nuovo fondo pensione integrativo”. La formula è sempre la stessa: urgenza, esclusività, controllo gratuito in pochi secondi. L’invito è cliccare e verificare se si può accedere a questa presunta opportunità.

Chi apre il link si ritrova su una pagina che riproduce grafica e loghi di Rai News, ma si tratta di un sito falso, creato per simulare una fonte autorevole. All’interno si parla di una piattaforma che sarebbe stata approvata, secondo quanto dichiarato, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, da Consob, Banca d’Italia e perfino da Federconsumatori. Un elenco di istituzioni che serve a costruire credibilità e a rassicurare l’utente.

La pagina descrive nel dettaglio il funzionamento di un fantomatico fondo pensione integrativo, con tanto di schema illustrativo. Il passo successivo è la richiesta di un primo versamento: 200 euro per attivare il piano e iniziare a ricevere i benefici promessi. È qui che scatta la truffa. Il denaro versato non finanzia alcun fondo, ma finisce nelle mani di chi ha orchestrato l’inganno.

Il meccanismo sfrutta due elementi potenti: la fiducia nelle istituzioni e la forza delle immagini. La fotografia generata con l’Ai, in cui la presidente del Consiglio appare mentre consegna soldi a un pensionato, è studiata per apparire plausibile. A un primo sguardo può sembrare uno scatto reale, diffuso da un telegiornale o da un sito ufficiale. In realtà è una manipolazione digitale.

L’uso dell’intelligenza artificiale nelle truffe online rappresenta un salto di qualità. Non si tratta più soltanto di email sgrammaticate o messaggi sospetti. Le immagini sono credibili, i loghi riprodotti con precisione, i testi scritti in italiano corretto. Il risultato è una narrazione convincente, capace di abbassare le difese anche di utenti prudenti.

Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di raggiri che colpiscono soprattutto le persone più fragili. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di truffe agli anziani, sia online sia con modalità tradizionali. Dalle false chiamate di sedicenti carabinieri alle finte comunicazioni di enti pubblici, l’obiettivo è sempre lo stesso: sfruttare la paura o la speranza per ottenere denaro.

In questo caso la leva è la pensione. In un Paese dove il tema del potere d’acquisto è centrale e molti guardano con preoccupazione al futuro previdenziale, l’idea di un fondo integrativo “approvato dal governo” diventa un’esca potente. La promessa è semplice: pochi passaggi, un piccolo investimento iniziale e la prospettiva di un’entrata aggiuntiva.

Le istituzioni ricordano che nessun fondo pensione pubblico viene promosso attraverso link sponsorizzati sui social o pagine che imitano testate giornalistiche. Gli enti ufficiali comunicano attraverso canali istituzionali verificabili e non chiedono versamenti immediati per accedere a benefici.

Il consiglio resta quello di controllare sempre l’indirizzo web, diffidare da richieste di pagamento anticipate e non fidarsi di immagini o notizie sensazionali che circolano sui social. In caso di dubbio è opportuno rivolgersi alla Polizia Postale o consultare i siti ufficiali delle istituzioni coinvolte.

La tecnologia, in questo caso, non è il problema ma lo strumento. L’Ai può essere usata per innovare e migliorare i servizi, ma nelle mani sbagliate diventa un mezzo per costruire inganni sempre più sofisticati. La difesa più efficace resta l’informazione: conoscere i meccanismi delle truffe è il primo passo per non diventarne vittima.

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