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La Voce degli Animali

Altro che derby: a Roma scendono in campo i cinghiali e il pallone vola col grugno (VIDEO)

Le immagini condivise da Adriano Zaccagnini accendono i social e riaprono il dibattito

Dalla periferia della Capitale le immagini sorprendono i social e raccontano molto più di una scena buffa: gioco, adattamento e un muso che vale come una mano

Corrono, si fermano, girano su se stessi e poi spingono il pallone con il muso. Non è una scena da cartone animato, ma quanto accaduto davvero in un campetto di calcio nella periferia di Roma, dove un gruppo di cinghiali è stato ripreso mentre interagiva con un pallone come farebbe un cane.

Il video, condiviso su Facebook dall’ex deputato Adriano Zaccagnini, è diventato rapidamente virale. Nelle immagini si vedono diversi esemplari muoversi all’interno del campo: alcuni inseguono la palla per qualche metro, altri la spingono più volte con il muso, modificandone la direzione. Una scena che può sembrare buffa o insolita, ma che racconta molto di ciò che sta accadendo nelle aree verdi delle grandi città italiane e, soprattutto, del comportamento di una specie spesso liquidata solo per i danni che può causare.

Da anni i cinghiali sono una presenza stabile nei parchi, nelle aree verdi e nelle zone di confine tra campagna e città della Capitale. La disponibilità di cibo facile, l’assenza di predatori e la straordinaria capacità di adattamento hanno permesso a questi animali di colonizzare ambienti sempre più urbanizzati. Non solo a Roma. In questo contesto, non è raro che gruppi familiari – composti soprattutto da femmine e giovani – esplorino strade, parcheggi o, come in questo caso, un campetto da calcio.

Ma il comportamento osservato nel video non è legato soltanto all’ambiente urbano. Per comprenderlo davvero bisogna soffermarsi su uno degli strumenti più importanti dei suidi: il grugno, chiamato anche grifo.

Il muso di cinghiali e maiali è una struttura estremamente sensibile e robusta. Nei suidi è rinforzato da un osso pre-nasale e da una cartilagine molto sviluppata, caratteristiche che lo rendono particolarmente resistente. Questa conformazione permette di scavare nel terreno, sollevare zolle di terra e cercare radici, tuberi e insetti nascosti nel suolo e nel fango. Un comportamento talmente centrale nella loro ecologia e nella loro etologia da avere un nome specifico: grufolare, cioè rovistare nel terreno alla ricerca di cibo usando il muso.

Il grugno, però, non serve soltanto per nutrirsi. È uno strumento di comunicazione, socializzazione ed esplorazione. I cinghiali lo utilizzano per toccare, spingere, annusare e manipolare oggetti, oltre che per interagire con i propri simili, soprattutto tra giovani. Spingere un pallone, inseguirlo e cambiarne la traiettoria rientra in quello che gli studi definiscono gioco esplorativo, ossia l’interazione con oggetti nuovi.

Cinghiali e maiali sono animali altamente sociali, curiosi e cognitivamente complessi. Numerose ricerche hanno dimostrato che i maiali domestici sono capaci di risolvere problemi articolati, ricordare le soluzioni e imparare osservando gli altri. Il gioco, in particolare nei giovani, è una componente fondamentale dello sviluppo cognitivo, e molte di queste attività passano proprio attraverso il muso, che per un suide svolge una funzione paragonabile a quella delle mani per l’essere umano.

Le ricerche sul comportamento dei suidi evidenziano come il gioco esplorativo sia frequente e indichi un buon livello di benessere e curiosità. Il contatto muso-muso o muso-corpo, noto anche come nosing, viene utilizzato per instaurare e rafforzare legami sociali. In questo senso, il video dei cinghiali che “giocano a pallone” non è soltanto una curiosità da social network, ma una finestra etologica su una specie che stiamo imparando a osservare sempre più da vicino.

Un animale intelligente, adattabile e complesso, che continua a far discutere per la sua presenza in città, ma che in un pomeriggio romano ha mostrato un volto diverso: quello della curiosità, del gioco e di un grugno capace di trasformare un pallone abbandonato in un inatteso momento di “partita”.



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