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Cronaca
08 Febbraio 2026 - 14:31
Truffe online, 26 milioni in fumo tra Piemonte e Valle d’Aosta: il Torinese è l’epicentro
Un video apparentemente autentico, volti noti e consigli che sembrano affidabili. È così che un professionista torinese è finito nella rete di una truffa online, arrivando a perdere oltre 700 mila euro dopo aver investito in criptovalute su una piattaforma inesistente. A convincerlo, contenuti realizzati con la tecnologia del deepfake, capaci di simulare interventi pubblici e raccomandazioni attribuite a personaggi famosi come Giorgia Meloni e Sigfrido Ranucci, in realtà mai coinvolti.
Il caso è uno dei più emblematici contenuti nel report annuale della Polizia Postale di Torino, che fotografa un fenomeno in costante crescita. Nel 2025, tra Piemonte e Valle d’Aosta, le truffe digitali hanno causato perdite per 26 milioni di euro, quattro in più rispetto all’anno precedente. La maggior parte delle vittime risiede nel Torinese, dove si concentra il bacino più ampio di popolazione delle due regioni.
Secondo i dati raccolti dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta, le vittime sono in larga parte persone di mezza età o anziani, spesso utenti abituali dei social network. Le pubblicità false generate con l’intelligenza artificiale rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per agganciare le persone, sfruttando linguaggi credibili e immagini altamente realistiche.
Accanto ai grandi raggiri finanziari emergono numerosi casi legati a falsi investimenti più “tradizionali”. Tra gli ultimi episodi seguiti dalla Postale c’è quello di un ex ingegnere torinese che ha acceso un prestito da 25 mila euro per investirlo su suggerimento di un presunto broker. Dopo aver ricevuto report fasulli che mostravano guadagni elevati, l’uomo ha perso sia i soldi sia ogni contatto con l’interlocutore, che sosteneva di avere una formazione internazionale e ha poi interrotto ogni comunicazione.
Il fenomeno non si limita agli investimenti. Restano diffuse le truffe legate all’e-commerce, alle case vacanza e ai raggiri sentimentali, che nell’ultimo anno hanno coinvolto circa sessanta vittime, spesso donne sole attirate da profili fittizi e promesse di relazioni che non si concretizzano mai. Nel complesso, nel 2025 sono state denunciate 380 persone e effettuati due arresti. Grazie a segnalazioni tempestive è stato possibile recuperare 466 mila euro, mentre il trasferimento di denaro su conti esteri continua a rendere le indagini molto più complesse.
Un fronte particolarmente delicato resta quello della pedopornografia online, che impegna quotidianamente gli agenti della Postale anche nel monitoraggio del deep web. Nel corso del 2025 sono state arrestate 14 persone e denunciate 58, spesso insospettabili, coinvolte nella diffusione di immagini e video con minori, anche con contenuti violenti. Le stesse tecnologie digitali sono inoltre il principale veicolo del cyberbullismo, soprattutto tra i più giovani.

La prevenzione resta una delle armi principali. Nel 2025 la Polizia Postale ha svolto 199 incontri nelle scuole, a partire dalle elementari, per sensibilizzare bambini e ragazzi sui rischi della rete. Parallelamente sono stati sottoscritti protocolli con enti come Gtt, Università e Msc per la protezione da attacchi informatici. Solo nello stesso anno sono stati diffusi 510 alert, a conferma di una minaccia costante che evolve rapidamente e sfrutta ogni nuova tecnologia disponibile.
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