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07 Febbraio 2026 - 16:22
Finisce i soldi per la ristrutturazione e torna armato al Compro Oro: arrestato 79enne
I soldi finiscono, i lavori vanno avanti e il conto, prima o poi, arriva. Martedì mattina, a Torino, nel quartiere Lucento, è proprio questo conto a far saltare la testa a Michele Francavilla, 79 anni, un passato che pesa e un presente che improvvisamente non regge più. Otto mila euro da saldare agli operai impegnati nella ristrutturazione dell’appartamento di via Verolengo, e in tasca molto meno di quanto servirebbe.
Francavilla non vive stabilmente in città. Da tempo si è trasferito in Germania con la moglie, ma quell’alloggio torinese lo ha conservato. Una base, un punto fermo. O almeno così sembrava. Martedì, però, davanti ai conti che non tornano, l’uomo prende una decisione rapida: svuotare i cassetti, raccogliere tutto l’oro rimasto e trasformarlo in contanti.

Intorno alle 9 si presenta al Compro Oro Gfm di via Borsi, a pochi metri da casa. È tranquillo, si comporta come un cliente qualunque. Consegna la carta d’identità, fa valutare i preziosi, accetta la proposta. Alla fine dell’operazione esce con 500 euro in contanti, la cifra massima consentita dalla normativa. Una somma che, però, per lui ha il sapore della beffa. Troppo poca per coprire le spese, troppo poca per chiudere la questione.
È in quel momento che la mattinata cambia direzione. Francavilla rientra nella camera d’albergo dove alloggia durante il soggiorno torinese. Apre il cassetto del comodino e prende una pistola che tiene nascosta lì. Un’arma vera, carica. Non si preoccupa di travisarsi, non cambia abbigliamento, non tenta di rendersi irriconoscibile. Torna nello stesso Compro Oro da cui era appena uscito, come se stesse ripercorrendo un tragitto già scritto.
Quando entra, punta l’arma in faccia al titolare e gli intima di consegnargli i soldi della cassa. La scena è rapida, tesa, senza urla. Il commerciante capisce immediatamente di trovarsi davanti a una pistola autentica. La paura c’è, ma non paralizza. Riesce a chiamare il 112, fa scattare l’allarme e mette il rapinatore con le spalle al muro. Francavilla scappa senza riuscire a portare via nulla.
Nel frattempo, però, la macchina delle indagini è già partita. Le telecamere di videosorveglianza del negozio hanno ripreso tutto. Sul bancone c’è ancora la copia della carta d’identità lasciata poche decine di minuti prima. Gli elementi per identificarlo non mancano. I carabinieri del Radiomobile e del Nucleo operativo Oltre Dora setacciano la zona, concentrando le ricerche nei dintorni.
Dopo circa due ore, l’uomo viene individuato in via Pianezza, mentre sta entrando in un altro Compro Oro. Indossa ancora gli stessi abiti: una giacca verde militare con cappuccio, jeans, scarpe da ginnastica e una borsa a tracolla. Non tenta la fuga, non oppone resistenza. Viene fermato e accompagnato in caserma.
Su disposizione del pubblico ministero Francesco La Rosa, Francavilla viene arrestato con le accuse di tentata rapina e ricettazione. Reati che, secondo gli inquirenti, non rappresentano un episodio isolato. L’uomo risulta infatti già noto alle forze dell’ordine, con un curriculum criminale definito lungo e articolato.
Le ricerche portano anche al recupero dell’arma utilizzata per la tentata rapina. Francavilla aveva fatto in tempo a riportarla nella stanza d’albergo. Si tratta di una pistola calibro 22, dotata di doppio caricatore, entrambi pieni: 24 colpi complessivi. La matricola non è stata abrasa e dai controlli emerge che l’arma è provento di un furto in abitazione avvenuto in provincia di Pavia.
Una mattinata iniziata con una transazione commerciale e finita con le manette ai polsi. Una vicenda che racconta una tentata rapina anomala solo in apparenza, perché dietro l’età avanzata dell’autore emerge un copione già visto, fatto di armi, ricettazione e ritorni improvvisi a un passato che non concede sconti. E che, ancora una volta, si chiude nelle mani dei carabinieri.
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