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Cronaca

Corte d’Appello di Torino: “Gli errori giudiziari sono rari, il vero nodo sono le risorse che mancano”

All’inaugurazione dell’anno giudiziario l’analisi sul sistema: processi lenti per carenze di personale e strumenti, non per scarsa produttività

Corte d’Appello di Torino: “Gli errori giudiziari sono rari, il vero nodo sono le risorse che mancano”

Corte d’Appello di Torino: “Gli errori giudiziari sono rari, il vero nodo sono le risorse che mancano” (immagine di repertorio)

Gli errori giudiziari esistono, sono gravi, ma restano “assai rari” se rapportati all’enorme mole di procedimenti celebrati ogni anno. Il problema vero della giustizia italiana, secondo la presidente della Corte d’Appello di Torino, Alessandra Bassi, non è tanto la qualità delle decisioni quanto la mancanza strutturale di risorse, umane e tecnologiche, che rallenta l’intero sistema. È il messaggio centrale emerso questa mattina a Torino, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nel suo intervento, Bassi ha affrontato uno dei temi più ricorrenti nel dibattito pubblico, quello della cosiddetta “malagiustizia”, invitando a spostare lo sguardo dalle singole vicende emblematiche al funzionamento complessivo della macchina giudiziaria. «Quando si parla di giustizia si è soliti porre l’accento sugli episodi di cosiddetta malagiustizia, concentrare l’attenzione sugli errori giudiziari», ha spiegato, precisando però che si tratta di fenomeni «in realtà, alla luce del numero rilevantissimo della produzione giurisdizionale, assai rari, sebbene non per questo meno gravi».

La presidente non ha negato le criticità, anzi. Ha riconosciuto senza esitazioni che la durata eccessiva dei processi rappresenta «un gravissimo problema nazionale», capace di produrre «estremo disagio per i cittadini» e di agire come «fattore frenante della crescita economica del Paese». Ma ha anche sottolineato come, troppo spesso, il dibattito pubblico si fermi agli effetti senza interrogarsi a fondo sulle cause.

Secondo Bassi, infatti, «si parla invece troppo poco delle ragioni della inefficienza della macchina giudiziaria». E i dati, a suo giudizio, raccontano una realtà precisa: «Alla luce dei dati, le obiettive inefficienze del sistema trovano causa, se non esclusiva, certamente preponderante, nelle gravi carenze di risorse umane e, in parte, nella mancanza di adeguate risorse materiali e tecnologiche». Una diagnosi che ribalta una narrazione diffusa, secondo cui il problema risiederebbe principalmente nella scarsa produttività degli uffici o dei magistrati.

A sostegno di questa lettura, la presidente della Corte d’Appello di Torino ha richiamato anche valutazioni di livello europeo. «Secondo il Consiglio d’Europa», ha ricordato, «i magistrati italiani vantano la più elevata laboriosità e capacità di definizione dei procedimenti». Un dato che, però, non basta a colmare il divario tra domanda e offerta di giustizia. «Se questo primato di laboriosità non è sufficiente a stare al passo con la domanda di giustizia», ha aggiunto, «lo si deve al fatto che in Italia, rispetto al numero degli abitanti, i magistrati sono circa la metà della media degli altri Paesi».

Nel discorso di Bassi emerge così un quadro in cui la lentezza dei processi non è il risultato di inefficienze individuali, ma di un sistema sottodimensionato, chiamato a reggere un carico di lavoro enorme con strumenti e organici insufficienti. Un messaggio che, pronunciato all’apertura dell’anno giudiziario, assume anche un valore politico-istituzionale: riportare il tema della giustizia su un terreno meno emotivo e più strutturale, dove il nodo centrale resta quello degli investimenti e delle scelte organizzative.

Nel salone dell’inaugurazione, il richiamo è apparso chiaro: senza un rafforzamento serio delle risorse umane, senza un salto di qualità nelle dotazioni tecnologiche, il sistema continuerà a produrre decisioni in gran parte corrette, ma con tempi che rischiano di svuotarne l’efficacia. E in questo squilibrio, ha lasciato intendere la presidente della Corte d’Appello, si annida la vera emergenza della giustizia italiana.

Corte d'Appello Piemonte e Valle d'Aosta, Alessandra Bassi nuova  presidente: prima donna al vertice - Torino Cronaca - Notizie da Torino e  Piemonte

Alessandra Bassi

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