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Cronaca

Alloggio popolare assegnato e subito subaffittato, scatta l’intervento di ATC

Nel quartiere Regio Parco emerge un caso di sfruttamento dell’edilizia pubblica tra minacce, denunce e recupero dell’appartamento

Alloggio popolare

Alloggio popolare assegnato e subito subaffittato, scatta l’intervento di ATC

Un alloggio ATC assegnato regolarmente, un contratto a canone calmierato, poi la scelta di trasformare quella casa in una fonte di guadagno illecito. È quanto emerso nel complesso di edilizia popolare di via Gallina 3, nel quartiere Regio Parco, dove da tempo si era creata una situazione definita dagli stessi residenti come imbarazzante e vergognosa, culminata questa mattina con l’intervento della Polizia Municipale e del personale ATC.

Secondo quanto ricostruito, l’assegnatario dell’alloggio, dopo aver ottenuto regolarmente la casa popolare, avrebbe deciso di subaffittarla a terze persone, chiedendo un corrispettivo superiore a quanto dovuto all’ente, andando così a lucrare su un bene pubblico destinato a chi si trova in reale difficoltà abitativa. Un comportamento che non solo viola le regole dell’edilizia residenziale pubblica, ma sottrae un alloggio a chi è in lista d’attesa e ne avrebbe effettivo bisogno.

La situazione è degenerata nel momento in cui, stando alle segnalazioni raccolte, l’assegnatario avrebbe rivolto minacce nei confronti delle persone che occupavano l’alloggio in subaffitto. Un clima di pressione e paura che ha spinto gli stessi occupanti a rivolgersi alle forze dell’ordine, presentando una denuncia formale per tutelarsi e per portare alla luce quanto stava accadendo all’interno dell’appartamento.

La vicenda è arrivata all’attenzione della politica locale grazie alle segnalazioni dei cittadini. La capogruppo di Fratelli d’Italia ha riferito di essere stata contattata direttamente da alcuni residenti, preoccupati per una situazione che andava avanti da tempo. Da qui, la decisione di inoltrare una segnalazione urgente ad ATC, indirizzata anche al presidente Maurizio Pedrini, con l’obiettivo di avviare le verifiche necessarie e procedere alla decadenza dell’assegnazione nei confronti di chi, pur non usufruendo dell’alloggio, lo stava sfruttando economicamente.

Questa mattina, come documentato anche da immagini scattate sul posto, l’intervento congiunto di ATC e Polizia Municipale ha segnato un punto di svolta. Gli operatori hanno preso contatti con le persone ancora presenti all’interno dell’alloggio, avviando le procedure per il recupero dell’appartamento, che potrà così essere rimesso a disposizione di chi, seguendo le regole, attende una casa popolare.

Un passaggio delicato, perché coinvolge persone che, pur trovandosi all’interno dell’alloggio senza titolo, sarebbero state tratte in inganno dall’assegnatario e costrette a vivere per settimane in una condizione di incertezza e timore. Proprio per questo, chi ha seguito la vicenda sottolinea come la scelta di denunciare non sia stata immediata: inizialmente hanno prevalso tentennamento e paura, ma alla fine la decisione di rivolgersi alle istituzioni ha permesso di far emergere una situazione che rischiava di restare sommersa.

Il caso di via Gallina riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione degli alloggi popolari e dei controlli sulle assegnazioni. Episodi di subaffitto illecito rappresentano una ferita doppia: da un lato colpiscono l’ente pubblico, dall’altro penalizzano chi, rispettando le graduatorie, resta escluso da un diritto fondamentale come quello alla casa. In quartieri già segnati da fragilità sociali, simili comportamenti rischiano di alimentare tensioni e sfiducia.

Dalla politica locale arriva un messaggio chiaro: la collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine e ATC può fare la differenza. Il ringraziamento va proprio a chi ha trovato il coraggio di segnalare e denunciare, consentendo un intervento concreto. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare ogni singolo cittadino e garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate correttamente.

Ora l’alloggio di via Gallina potrà tornare nel circuito regolare dell’edilizia popolare, mentre proseguono gli accertamenti sulle responsabilità dell’assegnatario. Una vicenda che, nel suo sviluppo, mostra come il rispetto delle regole e l’intervento tempestivo possano restituire dignità a un sistema pensato per chi ne ha davvero bisogno, evitando che venga trasformato in un’occasione di profitto personale.

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