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Cronaca
29 Gennaio 2026 - 10:46
Lanci nel vuoto e conti truccati: il paracadutismo no profit nasconde un giro d’affari da oltre tre milioni di euro
Un’associazione sportiva dilettantistica formalmente no profit, ma di fatto strutturata come una vera e propria attività commerciale, capace di generare ricavi milionari aggirando il fisco. È questo il quadro che emerge da una complessa indagine di polizia economico-finanziaria condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Casale Monferrato, che ha portato alla luce un utilizzo distorto della veste associativa da parte di una società sportiva attiva nel settore del paracadutismo.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’ente avrebbe beneficiato indebitamente delle agevolazioni fiscali previste per gli enti non commerciali, pur svolgendo un’attività con caratteristiche pienamente imprenditoriali. L’attenzione della Guardia di Finanza si è concentrata sulla reale sussistenza delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dichiarate, sul rispetto del divieto di distribuzione degli utili, anche in forma indiretta, e sui requisiti indispensabili per mantenere lo status di associazione no profit.
L’attività ispettiva ha permesso di ricostruire un volume d’affari ben più ampio di quello ufficialmente dichiarato. In particolare, sono stati recuperati a tassazione elementi positivi di reddito non dichiarati per circa 3.195.000 euro, riferiti agli anni 2021, 2022 e 2023. Una cifra rilevante, composta in larga parte da decolli aerei e lanci paracadutistici in tandem non registrati, che avrebbero generato introiti completamente sottratti al fisco.

A seguito degli accertamenti, il responsabile della società sportiva è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vercelli per omessa e infedele dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. Parallelamente, le irregolarità emerse sono state segnalate anche all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e all’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo, considerata la natura delle attività svolte.
L’operazione non si è limitata agli aspetti fiscali. I controlli, eseguiti congiuntamente ai funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Alessandria, ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, hanno fatto emergere anche gravi irregolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nella struttura destinata al locale bar annesso all’impianto sportivo.
Le violazioni riscontrate hanno portato all’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, oltre al sequestro di alimenti in cattivo stato di conservazione. Di conseguenza, è stata disposta la cessazione immediata dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, a tutela della salute dei consumatori.
Nel corso dell’intervento è stata inoltre deferita un’ulteriore persona all’autorità giudiziaria e sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 7.264 euro. Un insieme di violazioni che restituisce l’immagine di una gestione lontana dagli standard richiesti sia sul piano fiscale sia su quello della sicurezza.
Come previsto dalla legge, viene sottolineato che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna. Tuttavia, gli elementi raccolti delineano un sistema che avrebbe sfruttato in modo sistematico le agevolazioni riservate al mondo dell’associazionismo sportivo.
L’operazione rappresenta un nuovo tassello nell’azione di contrasto portata avanti dalla Guardia di Finanza, impegnata a colpire i fenomeni di evasione ed elusione fiscale che alterano il mercato e creano concorrenza sleale nei confronti di chi opera nel rispetto delle regole. Un controllo che assume un valore ancora più significativo quando riguarda realtà formalmente no profit, chiamate per definizione a perseguire finalità sociali e non il profitto mascherato.
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