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Cronaca
29 Gennaio 2026 - 10:04
Traffico di droga, armi e minacce: sei arresti all’alba tra Lombardia e Piemonte
Un’operazione scattata alle prime ore dell’alba ha portato all’arresto di sei persone e alla disarticolazione di un’organizzazione criminale attiva tra Lombardia e Piemonte, con ramificazioni che toccano il Milanese, la provincia del Verbano Cusio Ossola e il Varesotto, in particolare tra Arcisate e l’area del Luinese. A eseguire i provvedimenti sono state le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Varese, che hanno dato attuazione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Varese, su richiesta della Procura della Repubblica.
Il provvedimento riguarda cinque cittadini italiani e un cittadino di nazionalità albanese, ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi e munizionamento e minacce aggravate. Si tratta dell’esito di un’indagine complessa e articolata, condotta dai finanzieri della Compagnia di Gaggiolo, che ha permesso di ricostruire l’operatività di un gruppo strutturato e stabile, capace di muoversi su un’area geografica ampia e di gestire affari illeciti di rilevante entità.
Le investigazioni si sono sviluppate nel tempo attraverso un lavoro meticoloso, che ha affiancato alle tradizionali attività di polizia giudiziaria un intenso utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Proprio da questo incrocio di elementi è emersa la dimensione del traffico di droga gestito dal sodalizio. Gli inquirenti hanno documentato otto cessioni di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e hashish, per un quantitativo complessivo di circa 5,5 chilogrammi e un controvalore stimato in oltre 150 mila euro.
Ma il traffico di stupefacenti rappresentava solo una parte delle attività dell’organizzazione. Nel corso delle indagini è stato possibile accertare come il gruppo potesse contare su una fitta rete di sodali, funzionale sia allo smercio della droga sia alla realizzazione di episodi estorsivi. In questo contesto si inserisce anche la posizione di un soggetto già arrestato in precedenza in flagranza di reato, trovato in possesso di oltre un chilogrammo di cocaina, elemento che ha ulteriormente rafforzato il quadro accusatorio.

Le estorsioni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state perpetrate anche con l’uso della violenza e di minacce, talvolta accompagnate dall’impiego di armi da fuoco illecitamente detenute. Le pressioni esercitate sulle vittime avevano come obiettivo l’ottenimento di denaro contante e di beni di valore, tra cui anche automobili, utilizzate come forma di pagamento o di garanzia. Un modus operandi che evidenzia un livello di pericolosità elevato e una spregiudicatezza che ha reso necessario il ricorso alla misura più afflittiva.
Parallelamente all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, sono ancora in corso perquisizioni in diverse località delle province di Milano, Verbania e Varese, finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini, tra cui armi, stupefacenti, documentazione e supporti informatici. L’operazione, dunque, non si esaurisce con gli arresti, ma prosegue sul terreno degli accertamenti patrimoniali e logistici.
L’attività condotta dalla Guardia di Finanza di Varese, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica, si inserisce nel più ampio impegno di contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, considerati tra i fenomeni criminali più pervasivi e redditizi. Centrale, in questo tipo di indagini, è la ricostruzione dell’intera filiera criminale, dalla fornitura alla distribuzione, fino ai canali di reinvestimento dei proventi.
Come previsto dalla normativa vigente, viene ribadito che la responsabilità degli indagati dovrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna. La diffusione delle informazioni sull’operazione è stata autorizzata dalla competente Procura della Repubblica di Varese, in considerazione del rilevante interesse pubblico connesso al contrasto di fenomeni criminali che incidono direttamente sulla sicurezza dei territori coinvolti.
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