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Cronaca

Incidente all’alba sulla tangenziale di Torino, traffico in tilt tra Caselle e Borgaro e la rabbia di chi resta bloccato ogni giorno

Code e rallentamenti in un tratto strategico, pendolari esasperati denunciano controlli insufficienti

Incidente all’alba

Incidente all’alba sulla tangenziale di Torino, traffico in tilt tra Caselle e Borgaro e la rabbia di chi resta bloccato ogni giorno

Ancora una mattinata complicata per la viabilità torinese. Un incidente si è verificato nelle prime ore di oggi sulla tangenziale di Torino, nel tratto compreso tra Caselle e Borgaro, causando code e rallentamenti che hanno avuto ripercussioni immediate sul traffico in ingresso e in uscita dal capoluogo. Al momento non sono noti i dettagli dell’accaduto, né il numero dei veicoli coinvolti o eventuali feriti, ma l’impatto sulla circolazione è stato evidente fin dalle prime segnalazioni.

Il tratto interessato rappresenta uno dei nodi più sensibili della rete viaria metropolitana, utilizzato quotidianamente da migliaia di automobilisti, in particolare pendolari diretti al lavoro, mezzi pesanti e veicoli in collegamento con l’aeroporto di Caselle. Anche questa volta, l’incidente ha innescato una lunga coda, con rallentamenti a catena che si sono propagati rapidamente, trasformando una normale mattina feriale in un percorso a ostacoli.

In assenza di informazioni ufficiali sulle cause del sinistro, a raccontare il clima che si respira tra gli automobilisti sono soprattutto i commenti comparsi sotto i post sui social, dove in molti hanno segnalato disagi, tempi di percorrenza dilatati e una sensazione ormai diffusa di déjà-vu. Secondo numerosi utenti, infatti, episodi di questo tipo non sarebbero affatto occasionali, ma si verificherebbero con una frequenza quasi quotidiana, mettendo costantemente sotto pressione la viabilità di uno dei principali assi di collegamento dell’area torinese.

Dalle segnalazioni emerge una critica ricorrente: quella di una tangenziale percepita come fragile, poco controllata e incapace di reggere l’urto del traffico intenso che la attraversa ogni giorno. Non si parla solo di incidenti, ma anche di comportamenti pericolosi, velocità elevate e mancanza di un presidio visibile che possa fungere da deterrente.

Un commento, in particolare, sintetizza il sentimento di molti: «Non so cosa sia successo, ma l’ho sempre detto la tangenziale non è abbastanza pattugliata, è abbandonata a sé stessa». Una frase che, nel giro di poche ore, ha raccolto consensi e rilanci, diventando quasi uno slogan del malcontento diffuso tra chi percorre quotidianamente quel tratto di strada.

Il tema della sicurezza sulla tangenziale torna così al centro del dibattito, alimentato da una sequenza di episodi che, anche quando non hanno conseguenze gravi, producono effetti immediati sulla vita quotidiana di migliaia di persone. Ritardi al lavoro, appuntamenti saltati, stress accumulato in coda: conseguenze che vanno ben oltre il singolo incidente e che incidono sulla qualità della mobilità metropolitana.

Non è la prima volta che il tratto tra Caselle e Borgaro viene segnalato come critico. La combinazione di traffico sostenuto, snodi complessi e flussi eterogenei rende la gestione della circolazione particolarmente delicata. In questo contesto, la richiesta di maggiore presenza delle forze di controllo e di interventi strutturali più incisivi emerge con forza, soprattutto nei momenti in cui la tangenziale si trasforma, ancora una volta, in un imbuto.

In attesa di chiarimenti ufficiali sull’incidente di questa mattina, resta la fotografia di una situazione che molti automobilisti considerano ormai strutturale. Ogni nuovo sinistro diventa il detonatore di una frustrazione accumulata nel tempo, e ogni coda riapre la domanda su quanto l’infrastruttura sia davvero adeguata ai carichi di traffico che deve sostenere.

La tangenziale di Torino, pensata come arteria di scorrimento rapido, continua così a mostrarsi vulnerabile. E mentre i veicoli avanzano a passo d’uomo, cresce la sensazione che il problema non sia più l’eccezione dell’incidente, ma la normalità del blocco.

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