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Cronaca
29 Gennaio 2026 - 09:19
Seguita dal mercato e buttata a terra nell’androne: a 92 anni rapinata sotto casa
È stata seguita passo dopo passo lungo via Nizza, probabilmente già individuata come bersaglio facile. Poi l’ingresso nell’androne del palazzo, il luogo che avrebbe dovuto rappresentare un confine sicuro tra la strada e la casa, e invece si è trasformato nello scenario di una rapina violenta ai danni di una donna di 92 anni. A distanza di due mesi dai fatti, le indagini dei carabinieri della Stazione di Torino Borgo San Salvario hanno portato all’esecuzione di una misura cautelare in carcere nei confronti dell’autore, un cinquantasettenne senza fissa dimora, già detenuto per altra causa.
L’episodio risale al 6 novembre scorso, intorno a mezzogiorno. La vittima stava rientrando a casa dopo una passeggiata al mercato rionale di piazza Nizza, un’abitudine quotidiana che per anni non aveva mai comportato rischi. Quel giorno, però, qualcosa è cambiato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe notato l’anziana lungo il marciapiede e deciso di seguirla, attendendo il momento più favorevole per colpire.
Un passaggio chiave dell’indagine arriva dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini mostrano l’uomo mentre attraversa la carreggiata di via Nizza e, improvvisamente, cambia direzione. Un movimento apparentemente casuale che, alla luce di quanto accaduto subito dopo, assume un significato preciso: quello di un pedinamento mirato, condotto con l’obiettivo di approfittare della solitudine e della vulnerabilità della vittima.

La rapina si consuma pochi istanti dopo, all’interno dell’androne dell’abitazione della novantaduenne. Qui l’uomo sorprende la donna alle spalle, la spinge facendola cadere a terra e le strappa il portafoglio. Un’azione rapida e brutale, che non lascia alla vittima alcuna possibilità di difesa. Subito dopo, il rapinatore si dà alla fuga, riuscendo inizialmente a far perdere le proprie tracce.
Nonostante lo shock e le conseguenze fisiche della caduta, la donna fornisce ai militari un racconto lucido e dettagliato dell’accaduto. Una testimonianza che si rivelerà fondamentale, insieme alle dichiarazioni di altri presenti e alle immagini raccolte dagli impianti di videosorveglianza della zona. È dall’incrocio di questi elementi che prende forma l’identikit dell’aggressore, già noto alle forze dell’ordine.
Le indagini proseguono nelle settimane successive, con un lavoro paziente di analisi dei filmati e riscontri sul territorio. Il quadro probatorio si consolida fino a portare il Tribunale di Torino a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un provvedimento che viene notificato nei giorni scorsi direttamente all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dove il cinquantasettenne si trovava già ristretto per un’altra vicenda giudiziaria.
Il caso riporta l’attenzione su una tipologia di reato che continua a destare forte allarme sociale, soprattutto nei quartieri ad alta densità abitativa come San Salvario. Le rapine agli anziani, spesso consumate in luoghi di apparente sicurezza come androni e ingressi condominiali, colpiscono non solo per la violenza del gesto, ma per il senso di insicurezza che lasciano dietro di sé.
In questo contesto, il ruolo delle telecamere e delle testimonianze si conferma decisivo. Senza questi elementi, l’autore della rapina avrebbe potuto restare impunito. Un dato che emerge con forza anche da questa indagine e che rafforza l’importanza del controllo del territorio e della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.
Per la vittima, resta il trauma di un’aggressione subita in un momento ordinario della propria giornata. Per la giustizia, invece, il tempo dell’attesa si è chiuso con un provvedimento che mira a evitare nuove violenze e a rispondere, con fermezza, a un reato che colpisce i più fragili.
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