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Cronaca
28 Gennaio 2026 - 17:10
Detenuta sputa in faccia a un’agente al carcere di Torino. Osapp: “Ennesimo episodio di violenza, servono interventi immediati”
Un nuovo episodio di violenza si è consumato nella tarda serata di ieri all’interno della Casa Circondariale di Torino “Lorusso e Cutugno”, riaccendendo i riflettori su una situazione che il personale penitenziario e i sindacati definiscono ormai fuori controllo. Intorno alle 21, una detenuta di origine straniera, ristretta nella sezione ICAM – l’Istituto a Custodia Attenuata per detenute madri – ha sputato in faccia a un’agente di Polizia Penitenziaria mentre quest’ultima stava svolgendo il proprio servizio.
Secondo quanto riferito dall’OSAPP, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, l’agente stava tentando di calmare la detenuta e di ricondurre la situazione entro binari di dialogo e mediazione. Ogni tentativo, però, è risultato inutile e la tensione è degenerata nel gesto violento, avvenuto durante un momento che avrebbe dovuto essere improntato alla gestione e alla prevenzione del conflitto. L’aggressione, pur non causando ferite fisiche gravi, viene considerata particolarmente umiliante e allarmante, soprattutto per il contesto in cui è maturata.
La sezione ICAM, dove operano esclusivamente agenti donne, viene descritta dal sindacato come un ambiente sempre più complesso da gestire. Nata per accogliere detenute con figli in condizioni di custodia attenuata, nel tempo si sarebbe trasformata, secondo l’OSAPP, in un reparto con una concentrazione crescente di soggetti problematici, rendendo l’attività quotidiana del personale più pericolosa e stressante, spesso in assenza di adeguati supporti e con organici insufficienti.
A lanciare l’allarme è il segretario generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, che parla apertamente di una situazione ormai insostenibile: «La situazione del carcere di Torino è ormai nota a tutti. L’istituto detiene un triste primato per numero di aggressioni al personale. Solo nel corso del 2025 si sono registrate oltre 30 aggressioni, con più di 40 agenti rimasti feriti. L’ultima aggressione risale al 27 dicembre, ai danni di una viceispettrice donna». Numeri che, secondo il sindacato, non possono più essere archiviati come episodi isolati, ma che delineano un quadro strutturale di criticità.
Il carcere torinese, uno dei più grandi e affollati del Piemonte, da tempo è al centro di segnalazioni per sovraffollamento, carenza di personale e difficoltà nella gestione di detenuti con profili complessi. In questo contesto, episodi come quello avvenuto nella sezione ICAM vengono letti come il sintomo di un sistema che fatica a garantire sicurezza, dignità e condizioni di lavoro accettabili a chi indossa l’uniforme della Polizia Penitenziaria.
L’OSAPP chiede interventi concreti e immediati, denunciando quello che definisce un progressivo abbandono del personale: «Da troppo tempo la Polizia Penitenziaria viene lasciata sola nel garantire la sicurezza degli istituti penitenziari italiani», ribadisce il sindacato, sollecitando il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia ad assumere decisioni rapide su rinforzi di organico, tutela del personale e revisione dei modelli organizzativi nelle sezioni più delicate.
L’ennesima aggressione al Lorusso e Cutugno riporta così al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza nelle carceri e della protezione di chi vi lavora ogni giorno. Un problema che, come dimostrano i numeri e le testimonianze, non riguarda solo Torino ma l’intero sistema penitenziario italiano, sempre più esposto a tensioni, violenze e carenze strutturali difficili da ignorare.

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