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Cronaca

Hashish e fucili da guerra nascosti sotto casa a Borgaro: arsenale scoperto in una cantina occupata abusivamente

Oltre tre chili di hashish e armi da guerra sequestrati dai carabinieri, indagini in corso sul traffico e sui proprietari

Hashish e fucili da guerra

Hashish e fucili da guerra nascosti sotto casa a Borgaro: arsenale scoperto in una cantina occupata abusivamente

Una cantina trasformata in deposito di droga e armi, all’interno di una palazzina di edilizia popolare nella prima cintura di Torino. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Stazione di Caselle Torinese nel corso di un controllo mirato effettuato a Borgaro Torinese, dove un locale sotterraneo, occupato abusivamente, nascondeva un carico inquietante per quantità e pericolosità.

Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino del 12 gennaio, quando i militari hanno fatto accesso a una cantina che non risultava nella disponibilità legittima di chi la utilizzava. All’interno, il quadro emerso ha subito fatto scattare il sequestro penale: cinquanta panetti di hashish, per un peso complessivo di oltre tre chilogrammi, erano accatastati insieme a due fucili calibro 12, uno a canne mozze e uno a pompa, oltre a cinquanta cartucce dello stesso calibro, pronte all’uso.

Un materiale che va ben oltre il semplice spaccio al dettaglio e che apre scenari investigativi più ampi, legati a traffici organizzati e a una possibile disponibilità di armi destinate a usi criminali. Il fatto che tutto fosse nascosto in una cantina di un edificio popolare, peraltro all’insaputa del proprietario legittimo, rende la vicenda ancora più grave e allarmante.

Secondo quanto ricostruito, il locale era stato occupato senza alcun titolo e trasformato in un punto di stoccaggio sicuro, lontano da sguardi indiscreti e controlli occasionali. Una scelta che conferma come gli spazi comuni o marginali dei grandi complessi abitativi possano diventare, se non monitorati, luoghi ideali per occultare armi e sostanze stupefacenti.

Tutto il materiale rinvenuto è stato immediatamente sequestrato. Le armi, in particolare, sono ora al centro di accertamenti approfonditi per stabilirne la provenienza e verificare se siano state utilizzate in precedenti episodi criminali. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire il percorso che ha portato fucili e munizioni all’interno della cantina, e soprattutto per risalire ai responsabili del deposito.

L’indagine è coordinata dalla Procura di Ivrea, che procede per i reati legati alla detenzione illegale di armi, al traffico di sostanze stupefacenti e all’occupazione abusiva di spazi condominiali. Al momento non sono stati resi noti nomi né provvedimenti restrittivi, ma gli inquirenti non escludono sviluppi a breve.

L’operazione riporta l’attenzione su un tema sensibile per molti comuni della cintura torinese: la sicurezza negli stabili di edilizia popolare e l’utilizzo improprio di cantine e locali comuni, spesso sottratti al controllo diretto dei residenti. Un contesto che, come dimostra questo sequestro, può diventare terreno fertile per attività criminali ben più strutturate di quanto appaia in superficie.

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