Giornate difficili per l’Istituto Comprensivo di Borgaro, finito al centro di una doppia vicenda che ha acceso la tensione tra genitori, docenti e studenti. In pochi giorni, la comunità scolastica si è trovata a fare i conti prima con una aggressione tra adulti davanti alla scuola primaria “Defassi”, poi con una polemica legata a presunti episodi di bullismo alla secondaria di primo grado “Carlo Levi”. Due fatti distinti, ma accomunati da un clima di forte allarme e da ripercussioni che vanno oltre i singoli episodi.
Il primo evento risale alla mattinata di venerdì, durante l’orario di ingresso alla primaria “Defassi”. In base alle ricostruzioni, una donna, affiancata dal marito, avrebbe aggredito un’altra genitrice davanti all’ingresso dell’edificio scolastico, in un momento particolarmente delicato della giornata, con la presenza di bambini e famiglie. La vittima, per sottrarsi alla situazione, si sarebbe rifugiata all’interno della scuola, dove è stata immediatamente assistita dal personale.
L’episodio ha richiesto l’intervento dei Carabinieri di Caselle e di un’ambulanza del 118, giunti sul posto in pochi minuti. La presenza dei soccorsi e delle forze dell’ordine ha inevitabilmente attirato l’attenzione di genitori e alunni, contribuendo ad aumentare la tensione in un contesto che dovrebbe essere protetto e sereno. Sono in corso accertamenti per chiarire nel dettaglio quanto accaduto e le eventuali responsabilità.

A rendere ancora più complesso il quadro è arrivata, quasi in contemporanea, una lettera firmata da due madri di studenti della scuola media “Carlo Levi”, che ha innescato una vera e propria bufera all’interno dell’istituto. Nel documento vengono segnalate presunte criticità legate alla sicurezza e alla gestione di episodi di bullismo, che coinvolgerebbero due studenti.
Le accuse contenute nella lettera parlano di prese in giro sistematiche, provocazioni ripetute e aggressioni fisiche, che sarebbero avvenute anche all’interno dei bagni della scuola. Viene inoltre citata la presunta introduzione a scuola di oggetti potenzialmente pericolosi, come coltellini e accendini, elementi che hanno contribuito ad accrescere l’allarme tra alcune famiglie.
La diffusione del documento ha avuto un forte impatto sulla comunità scolastica, alimentando un dibattito acceso e dividendo genitori e studenti tra chi chiede interventi più incisivi e chi, al contrario, contesta la ricostruzione dei fatti. Nel frattempo, una delle due firmatarie della lettera avrebbe preso le distanze dal contenuto del documento, un passaggio che ha ulteriormente complicato la vicenda.
Dal fronte dell’istituto è arrivata una smentita netta delle accuse, con una presa di posizione compatta da parte degli organi interni della scuola. L’amministrazione scolastica respinge la ricostruzione contenuta nella lettera e valuta iniziative per tutelare l’immagine dell’istituto, ritenendo infondate le contestazioni mosse.
La situazione resta comunque delicata. I due episodi, pur non direttamente collegati, hanno contribuito a creare un clima di forte tensione all’interno dell’Istituto Comprensivo di Borgaro, mettendo in luce quanto il tema dei rapporti tra famiglie, scuola e studenti sia oggi particolarmente fragile. L’aggressione davanti alla primaria e la polemica sulla sicurezza alle medie hanno riacceso interrogativi sul ruolo della scuola come spazio di protezione, mediazione e prevenzione dei conflitti.
Nei prossimi giorni potrebbero emergere nuovi elementi utili a chiarire entrambe le vicende. Intanto, l’attenzione resta alta, così come la preoccupazione di una comunità che chiede risposte e garanzie per riportare serenità nei luoghi dell’educazione.