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Cronaca
26 Gennaio 2026 - 11:34
Derubato mentre era a terra in fin di vita: il dramma del 19enne morto in bicicletta a Torino
Un gesto che aggiunge orrore a una tragedia già consumata sull’asfalto. Davide Borgione, 19 anni, è morto nella notte tra venerdì e sabato scorsi a Torino dopo una caduta in bicicletta, ma mentre era a terra in condizioni disperate, qualcuno ha pensato di rovistargli nelle tasche e rubargli il portafogli. Un episodio che emerge ora e che getta una luce ancora più cupa su quanto accaduto nel quartiere San Salvario.
Il furto è stato ripreso da una telecamera della zona ed è ora al vaglio della Procura di Torino, che sta indagando sulla morte del giovane. La circostanza è stata confermata da fonti qualificate e apre scenari inquietanti anche sul piano penale: non è escluso che all’uomo che ha sottratto il portafogli possano essere contestati ulteriori reati, tra cui la omissione di soccorso.
L’incidente è avvenuto tra via Nizza e corso Marconi, una zona centrale e frequentata della città. Davide, studente universitario torinese, stava rientrando a casa dopo una serata in discoteca. Viaggiava su una bicicletta a pedalata assistita presa a noleggio, senza casco. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo sarebbe caduto autonomamente, forse perdendo l’equilibrio, riportando un grave trauma cranico che lo ha lasciato privo di sensi sull’asfalto.

È in quel frangente che si inserisce l’elemento più sconvolgente. Mentre il giovane giaceva a terra, inermi e in fin di vita, un uomo si sarebbe avvicinato non per prestare aiuto, ma per derubarlo, infilando le mani nelle tasche e portando via il portafogli. Un gesto immortalato dalle immagini di videosorveglianza e ora al centro delle indagini.
Solo in un secondo momento, quando Davide era già a terra, è transitata un’auto che lo ha urtato. Il veicolo procedeva a un’andatura costante e non si è dato alla fuga. Il conducente è stato rintracciato, interrogato e sottoposto ai test previsti dalla procedura dalla polizia locale. L’uomo ha dichiarato di non essersi accorto di aver colpito il ragazzo, spiegando di non aver visto il corpo sull’asfalto. Gli accertamenti su questo aspetto sono ancora in corso.
Resta da chiarire, anche sul piano medico-legale, quale sia stata la sequenza esatta degli eventi e quale ruolo abbiano avuto la caduta e l’urto successivo nel determinare il decesso del giovane. La Procura sta valutando tutti gli elementi, comprese le immagini delle telecamere, le testimonianze e gli esiti degli accertamenti tecnici.
La vicenda ha scosso profondamente la città. Non solo per la morte di un ragazzo di 19 anni, ma per quel gesto di cinismo estremo compiuto mentre una vita si stava spegnendo sull’asfalto. Un episodio che solleva interrogativi durissimi sul degrado morale e sull’indifferenza, oltre che sulla sicurezza notturna in alcune zone della città.
Nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi dettagli dall’analisi dei filmati e dagli atti dell’inchiesta. Intanto resta l’immagine di una notte finita nel peggiore dei modi: un giovane che non tornerà più a casa e una città costretta a fare i conti non solo con un incidente mortale, ma con un gesto che ha superato ogni limite.
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