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Cronaca
25 Gennaio 2026 - 14:06
Pedopornografia online, smantellata una rete attiva su Telegram: quattro identificati, tre arresti tra Piemonte, Liguria e Friuli
Un’operazione complessa e di lungo respiro ha portato allo smantellamento di una rete dedita allo scambio di materiale pedopornografico online, attiva in particolare su Telegram. La Polizia di Stato, attraverso gli specialisti del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Piemonte e Valle d’Aosta, ha concluso un’indagine che ha consentito di identificare quattro soggetti, tre dei quali arrestati in flagranza di reato al termine delle perquisizioni personali, locali e informatiche disposte dalla Procura della Repubblica di Torino.
L’attività investigativa nasce da un filone avviato dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) e si è sviluppata nel corso di oltre due anni, attraverso un’articolata operazione sotto copertura. Un lavoro paziente e altamente specialistico che ha permesso di risalire ai promotori di un gruppo Telegram, già individuati e arrestati nel 2025: si tratta di un sacerdote e di un medico, fermati rispettivamente a Brescia e Torino, figure centrali nella creazione e nella gestione delle comunità virtuali dedicate allo scambio di materiale illecito.
Grazie all’attività undercover e all’utilizzo di tecniche informatiche avanzate di de-anonimizzazione, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la rete di contatti del medico torinese, facendo emergere una fitta trama di scambi all’interno di gruppi riservati e protetti da sistemi di anonimato. Un ambiente digitale chiuso, nel quale circolavano contenuti realizzati mediante sfruttamento sessuale di minori, condivisi tra utenti consapevoli e attivi.
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Le perquisizioni, eseguite con il supporto dei Centri Operativi Sicurezza Cibernetica di Torino e Genova e delle Sezioni Operative di Como e Pordenone, hanno portato all’arresto di due uomini, rispettivamente di 52 e 40 anni, residenti nelle province di Cuneo e Genova. Entrambi sono accusati di detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico, rinvenuto sui dispositivi informatici sequestrati durante le operazioni.
Un terzo arresto ha riguardato un giovane di 27 anni, residente in provincia di Pordenone, per il quale le accuse sono ancora più gravi: oltre alla detenzione, gli viene contestata anche la produzione di materiale pedopornografico minorile. Nel corso dell’indagine è stato inoltre deferito in stato di libertà un minorenne, nato nel 2008 e residente nel Comasco, individuato come amministratore del gruppo Telegram da cui l’inchiesta aveva preso origine.
L’operazione conferma la centralità del contrasto ai reati contro i minori in rete, un ambito in continua evoluzione tecnologica che richiede competenze specialistiche e cooperazione tra più strutture investigative sul territorio nazionale. L’uso di piattaforme di messaggistica criptata rappresenta una delle principali sfide per le forze dell’ordine, che sempre più spesso sono chiamate a intervenire in contesti digitali altamente sofisticati.
Come previsto dalla normativa, viene precisato che la responsabilità penale delle persone arrestate e la fondatezza delle ipotesi d’accusa dovranno essere valutate dall’Autorità Giudiziaria nelle successive fasi del procedimento. Gli indagati devono pertanto essere considerati inermi fino a sentenza definitiva.
Un’indagine che, ancora una volta, mostra quanto il fenomeno della pedopornografia online sia diffuso e strutturato, ma anche come il lavoro investigativo silenzioso e prolungato possa arrivare a colpire reti apparentemente invisibili.
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