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Cronaca

Strage Crans-Montana: Eleonora Palmieri si mostra sui social e rompe il silenzio sul rogo

Dalle ustioni al coraggio di raccontarsi online: le immagini fanno il giro del web mentre prosegue la lotta dei feriti della notte di Capodanno

Stage Crans-Montana: Eleonora Palmieri

Stage Crans-Montana: Eleonora Palmieri si mostra sui social

Ha scelto di non nascondersi. Di mostrare apertamente i segni che il fuoco ha lasciato sul suo corpo e sul suo volto. Eleonora Palmieri, 29 anni, una delle persone rimaste ferite nel rogo del locale Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, ha pubblicato sui social le immagini delle sue ustioni, dando un volto concreto alle conseguenze di quella tragedia che ha segnato decine di giovani.

Le foto e i video condivisi da Palmieri hanno rapidamente fatto il giro del web, rilanciati anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha accompagnato la diffusione delle immagini con un messaggio di sostegno. La scelta della giovane veterinaria, originaria del Riminese, è diventata così un gesto pubblico, capace di attirare attenzione e riflessione su quanto accaduto in Svizzera la notte del 31 dicembre.

Palmieri è stata inizialmente ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, uno dei centri di riferimento per i grandi ustionati, e successivamente trasferita all’ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia. Dal letto d’ospedale ha deciso di tornare sui social, mostrando le ferite sul volto e accompagnando il video con un messaggio carico di significato: «Non smettere mai di onorare la vita». Un messaggio che racconta la volontà di affrontare un percorso lungo e complesso senza rinunciare alla speranza.

La sua storia si intreccia con quella degli altri sopravvissuti al rogo di Crans-Montana. Tra loro c’è anche Elsa Rubino, la più giovane delle vittime italiane, 15 anni, originaria di Biella. Dopo settimane di silenzio e paura, la ragazza si è finalmente svegliata dal coma. A dare la notizia è stato il padre Lorenzo, che ha raccontato come Elsa abbia riconosciuto i genitori al risveglio. Le sue condizioni restano però critiche e la prognosi è ancora riservata.

Elsa è ricoverata all’ospedale universitario di Zurigo, dove è stata trasferita subito dopo i soccorsi. A differenza degli altri feriti italiani, non è mai stata spostata a Milano proprio per la gravità del quadro clinico. In poco più di tre settimane è stata sottoposta a due interventi chirurgici. I medici hanno avviato una delicata ricostruzione dell’intestino, gravemente danneggiato dal calore e da una successiva infezione batterica. Un terzo intervento, inizialmente previsto, è stato rinviato a causa dell’estrema fragilità della giovane. Parallelamente sono iniziati i trattamenti sulle ustioni di secondo e terzo grado che interessano circa il sessanta per cento del suo corpo. Il risveglio dal coma rappresenta un passaggio fondamentale, ma il percorso resta lungo e complesso.

Al Niguarda di Milano sono ancora ricoverati altri feriti. Dei dieci pazienti seguiti dalla struttura, quattro si trovano in terapia intensiva e sei sono assistiti nel centro grandi ustionati. Le loro condizioni mostrano segnali di graduale miglioramento e, per alcuni, si profila la possibilità di dimissioni nei prossimi giorni. A fare il punto è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha spiegato come le dimissioni potranno avvenire solo «se il quadro clinico continuerà a migliorare». Bertolaso ha anche sottolineato l’impegno delle istituzioni sanitarie: «Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti».

Nel frattempo, il gesto di Eleonora Palmieri continua a risuonare sui social e oltre. Mostrare il proprio volto ustionato non è solo un atto di coraggio personale, ma anche un modo per restituire umanità e concretezza a una tragedia che rischia di restare confinata alle cronache. Un centimetro alla volta, come ricordato da chi ha rilanciato le sue immagini, la vita prova a ripartire dalle cicatrici.

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