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22 Gennaio 2026 - 18:33
Prima un grande boato, secco, profondo, come un’esplosione sotterranea. Subito dopo, una breve scossa, netta, riconoscibile. Così il terremoto di oggi è stato avvertito dagli abitanti della Valle del Canavese, che nel primo pomeriggio si sono ritrovati a guardarsi intorno cercando di capire cosa stesse accadendo. Erano circa le 14.30 quando il rumore ha attraversato la valle, percepito distintamente non solo nei comuni più vicini all’epicentro ma fino a Lessolo, dove in molti hanno raccontato la stessa sequenza: prima il boato, poi il movimento.
La scossa è stata registrata dai sismografi con una magnitudo di 1.7, un valore basso sul piano energetico ma sufficiente, in presenza di un ipocentro superficiale, a essere chiaramente avvertito dalla popolazione. Secondo i dati, il terremoto ha avuto l’ipocentro a circa nove chilometri di profondità, con localizzazione a circa un chilometro a nord-ovest dell’abitato di Rueglio, piccolo comune montano già noto in passato per fenomeni sismici di lieve entità.
Nonostante la magnitudo contenuta, l’evento non è passato inosservato. Anzi, la sensazione descritta da molte persone è stata quella di un forte colpo proveniente dal sottosuolo, più simile a un’esplosione che a una classica oscillazione. Una percezione tipica delle scosse poco profonde, che concentrano l’energia in un’area limitata ma la rendono più evidente a chi si trova in superficie.
Nel raggio di una decina di chilometri dall’epicentro si trova Ivrea, il centro più popolato della zona, con oltre 23 mila abitanti. Anche qui il terremoto è stato avvertito, seppur in modo più attenuato, soprattutto ai piani alti degli edifici e nei quartieri più silenziosi, dove il boato iniziale ha fatto sobbalzare chi era in casa o negli uffici.
In molti comuni della valle, da Rueglio a Castellamonte, passando per i paesi collinari e la fascia verso la Dora Baltea, la scossa è diventata immediatamente argomento di conversazione. C’è chi ha pensato a un crollo, chi a un mezzo pesante, chi a un’esplosione lontana. Solo pochi secondi dopo, con i messaggi che iniziavano a circolare, è apparso chiaro che si trattava di un evento sismico.

Fortunatamente non si registrano danni a persone o cose. Nessuna segnalazione di crepe, cadute di intonaco o problemi alle infrastrutture. Un dato coerente con la bassa magnitudo del sisma, che rientra nella categoria dei terremoti di lieve entità, frequenti in un’area come il Canavese, situata in una zona geologicamente complessa e attraversata da sistemi di faglie antiche.
Non è la prima volta che la zona di Rueglio e dell’Alto Canavese registra scosse di questo tipo. Negli ultimi anni, eventi di magnitudo simile hanno già interessato l’area, spesso accompagnati da segnalazioni diffuse da parte dei cittadini proprio per l’effetto acustico, quel boato improvviso che precede o accompagna il movimento del terreno.
Anche oggi, più che la scossa in sé, è stato il rumore a colpire. Un suono cupo, profondo, che ha attraversato la valle come un’onda, rendendo l’evento immediatamente riconoscibile anche a chi non ha percepito un vero e proprio tremolio. Un fenomeno che, pur non avendo conseguenze, riesce sempre a riattivare una paura primordiale, quella legata a qualcosa che si muove sotto i piedi senza preavviso.
Nel giro di pochi minuti, i tracciati sismici hanno confermato quanto avvertito dalla popolazione, fissando con precisione orario, magnitudo e localizzazione dell’evento. Per gli esperti si tratta di un micro-sisma, privo di effetti strutturali, ma utile a ricordare come anche territori considerati “tranquilli” dal punto di vista sismico siano in realtà attraversati da una dinamica sotterranea costante.
Per il Canavese, il terremoto delle 14.30 resterà probabilmente un episodio senza strascichi. Nessuna evacuazione, nessun intervento di emergenza, solo tanta curiosità e qualche momento di comprensibile spavento. Ma quel boato improvviso, avvertito distintamente da Rueglio fino a Lessolo, ha lasciato una traccia nella memoria di chi lo ha sentito: il segnale, breve e potente, di una terra che sotto la superficie continua a muoversi.
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