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Cronaca

Violenza sessuale nei bagni di Porta Nuova, la Corte d’appello riduce la condanna per il 22enne

I fatti del luglio 2024, vittima una dodicenne: pena ridotta ma confermato il risarcimento

Violenza sessuale nei bagni di Porta Nuova, la Corte d’appello riduce la condanna per il 22enne

Violenza sessuale nei bagni di Porta Nuova, la Corte d’appello riduce la condanna per il 22enne

La Corte d’appello di Torino ha ridotto la pena inflitta a un 22enne condannato per violenza sessuale ai danni di una ragazzina di dodici anni, episodio avvenuto nei bagni della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. La condanna passa da cinque anni e otto mesi a quattro anni, otto mesi e venti giorni di reclusione, mentre viene confermato integralmente il risarcimento disposto in primo grado.

I giudici hanno infatti mantenuto il risarcimento di cinquemila euro in favore della vittima e hanno respinto la richiesta avanzata dalla difesa dell’imputato, che puntava alla scarcerazione e alla possibilità di scontare la pena agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, presso l’abitazione di un amico. Una richiesta che la Corte ha rigettato, confermando la permanenza in carcere del giovane.

I fatti risalgono al luglio 2024. Secondo quanto ricostruito nel processo, due turisti olandesi, insospettiti da rumori provenienti dai bagni della stazione, avevano allertato le forze dell’ordine. All’arrivo degli agenti erano usciti dai servizi igienici il 22enne e la minorenne. In un primo momento l’episodio non era stato immediatamente denunciato come violenza, ma nei giorni successivi la dodicenne aveva raccontato quanto accaduto a un assistente sociale, facendo emergere il quadro dell’abuso.

La sentenza d’appello interviene dunque sul quantum della pena, ma non mette in discussione la responsabilità penale dell’imputato né la gravità dei fatti, consumati in un luogo pubblico e ai danni di una minore. Resta fermo anche il riconoscimento del danno subito dalla vittima, elemento che la Corte ha ritenuto di dover tutelare confermando il risarcimento già stabilito.

Il caso ha suscitato forte attenzione per il contesto in cui si è verificato, una delle principali stazioni ferroviarie italiane, e per l’età della vittima. La decisione della Corte d’appello chiude il secondo grado di giudizio, riducendo la pena ma lasciando intatta l’impostazione complessiva della condanna, in attesa di eventuali ulteriori sviluppi sul piano giudiziario.

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