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Cronaca

Violenza, droga e reati sessuali: dodici nomi cancellati dal territorio italiano con un colpo di penna

Provvedimenti della Questura contro soggetti condannati o recidivi, tra rimpatri, Cpr e partenze volontarie

Violenza, droga e reati

Violenza, droga e reati sessuali: dodici nomi cancellati dal territorio italiano con un colpo di penna

Dodici provvedimenti di espulsione e allontanamento dal territorio nazionale eseguiti nel giro di pochi giorni, un ventaglio di reati che va dalla violenza sessuale allo spaccio di stupefacenti, passando per rapine, aggressioni, stalking e lesioni. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Questura di Padova, che ha disposto misure severe nei confronti di altrettanti cittadini stranieri ritenuti socialmente pericolosi.

I provvedimenti, firmati dal questore Marco Odorisio, si inseriscono in una linea di intervento mirata a colpire soggetti con precedenti penali rilevanti, spesso caratterizzati da condotte reiterate e da una persistente inosservanza delle norme. Una scelta che arriva al termine di un’attività istruttoria approfondita, fondata su sentenze definitive, arresti ripetuti e segnalazioni delle forze dell’ordine.

Il quadro che emerge è quello di un gruppo eterogeneo per nazionalità e percorsi personali, ma accomunato da un elevato indice di pericolosità sociale. Tra i dodici destinatari dei provvedimenti figurano cittadini moldavi, albanesi, tunisini, cinesi, nigeriani, indiani e marocchini. Cinque di loro sono stati rimpatriati immediatamente nei rispettivi Paesi d’origine, mentre altri quattro sono stati accompagnati nei Centri di permanenza per il rimpatrio di Bari, Gradisca d’Isonzo e Torino, in attesa dell’esecuzione forzata dell’espulsione. Tre, infine, hanno lasciato l’Italia volontariamente, imbarcandosi senza necessità di accompagnamento coercitivo.

Dietro i numeri, però, ci sono storie giudiziarie che spiegano la durezza delle misure adottate. Tra i casi più gravi figura quello di un 55enne albanese, destinatario dell’espulsione per motivi di pericolosità sociale dopo quattro sentenze di condanna per reati contro la persona e contro il patrimonio. Nel suo curriculum giudiziario compaiono anche episodi di condotte vessatorie e minacciose nei confronti dell’ex compagna e della figlia, un contesto familiare segnato da tensioni e intimidazioni. L’uomo aveva tentato la strada del ricorso amministrativo, impugnando davanti al Tar la revoca del titolo di soggiorno, ma il tribunale ha respinto l’istanza, confermando la legittimità del provvedimento adottato dalla Questura.

Sempre per pericolosità sociale è stato allontanato un 24enne tunisino, protagonista negli ultimi anni di numerosi arresti legati allo spaccio di droga e a aggressioni nei confronti delle forze dell’ordine. Un profilo che, secondo gli investigatori, evidenziava una totale mancanza di integrazione e una propensione alla reiterazione dei reati.

Analoga la posizione di un 25enne moldavo, risultato irregolare sul territorio italiano e già condannato per una violenta aggressione ai danni di un giovane. Nei suoi confronti gravavano numerosi precedenti per reati contro la persona, truffa, rapina e stupefacenti, oltre a episodi di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della compagna. Un quadro che ha portato le autorità a ritenere incompatibile la sua permanenza in Italia.

L’operazione della Questura di Padova si inserisce in un contesto più ampio di rafforzamento dei controlli e di utilizzo degli strumenti amministrativi previsti dalla legge per tutelare la sicurezza pubblica. Le espulsioni per pericolosità sociale rappresentano infatti uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza quando il profilo penale e comportamentale di un soggetto supera determinate soglie di rischio.

Un’azione che, al di là dei singoli casi, riaccende il dibattito sull’equilibrio tra diritti individuali, sicurezza collettiva e capacità dello Stato di intervenire nei confronti di chi, pur avendo beneficiato dell’ospitalità o di un titolo di soggiorno, si rende responsabile di reati gravi e ripetuti. In questo senso, i provvedimenti adottati a Padova segnano una linea netta: quando la presenza diventa un fattore di pericolo, l’allontanamento diventa una misura necessaria.

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