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Cronaca
21 Gennaio 2026 - 14:15
Una montagna di rifiuti nascosta in valle: sequestrata nel Vco una discarica abusiva da 73mila metri cubi (immagine di repertorio)
Una vera e propria collina artificiale di rifiuti, cresciuta nel silenzio per mesi nel cuore della val d’Ossola, è stata scoperta e sequestrata dagli investigatori. Gli agenti della Squadra mobile di Verbania, insieme al personale dell’Arpa Piemonte di Omegna, hanno individuato una discarica abusiva che ha raggiunto dimensioni imponenti: circa 73mila metri cubi di rifiuti accumulati illegalmente. Il sequestro è stato disposto dalla Procura di Verbania, al termine di un’attività di monitoraggio durata oltre un anno.
Il sito si presentava come una grande montagnola composta da miscele bituminose e da una vasta tipologia di rifiuti da demolizione e materiali inerti. Tra quanto rinvenuto figurano cemento, mattoni, legno, ceramiche, cartongesso, oltre a rifiuti misti da costruzione, terre e rocce da scavo. Un accumulo progressivo che ha trasformato un’area naturale in un deposito incontrollato, con potenziali ricadute ambientali significative.
L’area non era sconosciuta alle forze dell’ordine. Già nel 2024 era scattato un primo sopralluogo presso la ditta adiacente, un’azienda formalmente attiva nel recupero di rifiuti non pericolosi provenienti dai cantieri edili. In quella fase erano emerse procedure di trattamento non regolari, che avevano portato ad avviare un’attività di osservazione più approfondita. Le indagini successive hanno consentito di chiarire il meccanismo: i rifiuti non venivano gestiti secondo le modalità previste dalla normativa, ma triturati in modo indistinto e poi riversati sistematicamente nell’area, fino a creare una collinetta artificiale.
Secondo quanto riferito dalla Questura di Verbania, nel giro di un solo anno la discarica abusiva ha registrato una crescita impressionante. Il volume dei rifiuti sarebbe quasi raddoppiato, con un incremento stimato in 33mila metri cubi, segno di un’attività continuativa e non occasionale. Un dato che rafforza l’ipotesi di una gestione strutturalmente illegale del materiale raccolto.
Il sequestro dell’area è avvenuto con la formula del sequestro preventivo, a tutela dell’ambiente e per impedire la prosecuzione dell’attività. Contestualmente, i titolari della ditta sono stati denunciati per violazione delle norme sulla gestione dei rifiuti, trattamento non autorizzato e realizzazione di discarica abusiva. Le loro responsabilità saranno ora valutate dall’autorità giudiziaria nell’ambito del procedimento aperto dalla Procura.
L’operazione riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione dei rifiuti da cantiere, un settore particolarmente delicato per volumi, impatto ambientale e margini di illegalità. L’accumulo incontrollato di materiali, anche se classificati come non pericolosi, può avere effetti rilevanti sul suolo, sulle falde e sull’equilibrio dell’ecosistema locale, soprattutto in contesti vallivi come quello ossolano.
Il sequestro della discarica rappresenta un passaggio decisivo sul piano investigativo, ma apre ora una fase complessa sul fronte del ripristino ambientale e della quantificazione dei danni. Nel frattempo, l’area resta sotto vincolo giudiziario, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire l’intera filiera dei rifiuti e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Una montagna di scarti cresciuta nell’ombra che, ora, è finita sotto i riflettori della giustizia.

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