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Cronaca
21 Gennaio 2026 - 11:33
L’auto brucia e lui resta a guardare: denunciato un 36enne per incendio doloso (foto archivio)
La scena è di quelle che difficilmente passano inosservate. Un’auto in fiamme nel cuore della città, il crepitio del rogo che illumina la notte, i Vigili del Fuoco impegnati a domare l’incendio e, poco distante, un uomo che osserva. È proprio tra i curiosi assiepati in via Losana, a Biella, che la polizia individua il soggetto che ritiene responsabile di quanto accaduto. Un 36enne di origini maghrebine viene fermato, accompagnato in questura e infine denunciato.
L’incendio ha colpito l’auto di un giovane impiegato residente in zona. Le fiamme, sviluppatesi rapidamente, si sono propagate fino a coinvolgere anche un secondo veicolo parcheggiato nelle immediate vicinanze, causando danni rilevanti. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato conseguenze peggiori, mettendo in sicurezza l’area e spegnendo il rogo prima che potesse estendersi ulteriormente.
Secondo i primi riscontri investigativi, l’incendio sarebbe stato innescato con l’utilizzo di un accelerante, un elemento che orienta gli inquirenti verso l’ipotesi di incendio doloso. Alcuni testimoni presenti sul posto hanno riferito che il 36enne appariva in stato di ubriachezza al momento dei fatti, circostanza che ora viene valutata dagli investigatori insieme agli altri elementi raccolti.
Gli agenti, intervenuti per i rilievi una volta concluse le operazioni di spegnimento, hanno notato l’uomo mentre osservava la scena in modo defilato. Un comportamento che, pur non costituendo di per sé una prova, ha attirato l’attenzione e spinto la polizia a effettuare controlli più approfonditi. Da qui la decisione di condurlo in questura per ulteriori accertamenti, al termine dei quali è scattata la denuncia.

L’indagine è ora concentrata sulla ricostruzione della dinamica e sull’acquisizione di elementi oggettivi. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, verificando eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona e attendendo i risultati delle analisi tecniche sui residui dell’incendio, fondamentali per confermare o meno l’uso di sostanze acceleranti.
A pesare sulla posizione del 36enne c’è anche un precedente. L’uomo risulta infatti già coinvolto in un episodio analogo avvenuto il primo giugno dello scorso anno, sempre a Biella. In quell’occasione, tra via Sant’Eusebio e largo Palatucci, due auto parcheggiate furono danneggiate da un incendio, e anche allora era scattata una denuncia a suo carico. Gli inquirenti stanno ora valutando eventuali analogìe tra i due episodi, per capire se possa trattarsi di una condotta reiterata.
Il quadro, se confermato, potrebbe aggravarsi. L’eventuale uso di un accelerante e la possibile recidiva rappresentano elementi che incidono in modo significativo sulla valutazione dei fatti. Ma l’inchiesta è ancora alle battute iniziali e resta centrale il principio della presunzione d’innocenza: l’uomo è indagato e denunciato, non condannato.
Al momento non sono state diffuse ulteriori generalità, nel rispetto della privacy delle persone coinvolte. Saranno gli sviluppi dell’indagine, attraverso riscontri tecnici e testimoniali, a chiarire responsabilità, movente e contorni di una vicenda che ha scosso una strada del centro cittadino e riacceso l’attenzione sul tema degli incendi dolosi in ambito urbano.
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