Un’onda lunga, partita da lontano e arrivata fino all’alta Val di Susa, sta cambiando il clima attorno alla stagione turistica di Sestriere. Nelle ultime settimane, la località simbolo dello sci piemontese è diventata teatro di una serie di controlli su sicurezza e conformità che hanno già prodotto effetti concreti e visibili: la chiusura dell’hotel Torre Rossa, la sospensione della licenza alla discoteca Tabata e, più recentemente, le ispezioni all’hotel Torre Bianca, struttura gemella della Torre Rossa, gestita dalla stessa società.
Il punto di svolta è arrivato domenica scorsa, quando la Questura di Torino ha disposto il sequestro preventivo della Torre Rossa, una delle strutture storiche del Colle. Un provvedimento che ha avuto un impatto immediato non solo sugli ospiti, in parte trasferiti in altre strutture, ma anche sull’immagine complessiva della stazione sciistica. Nei giorni successivi è arrivato un secondo segnale forte: la chiusura per sette giorni della discoteca Tabata, uno dei principali punti di ritrovo della vita notturna in quota, colpita da un provvedimento amministrativo legato a criticità riscontrate durante i controlli.
Da lunedì mattina, secondo quanto riferito da fonti investigative, l’attenzione delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco si è concentrata anche sull’hotel Torre Bianca. Le ispezioni avrebbero evidenziato irregolarità in materia di antincendio e di gestione delle emergenze, ma al momento non risultano adottati provvedimenti formali di chiusura o sospensione. Una fase di verifica che resta aperta e che conferma come la campagna di controlli non sia episodica, ma parte di un’azione più ampia e coordinata.
In questo contesto ha preso piede l’espressione “effetto Crans-Montana”, entrata nel lessico locale per indicare l’innalzamento dell’attenzione sulla sicurezza nelle località alpine dopo episodi che, fuori dal Piemonte, hanno acceso un faro sui rischi legati a sovraffollamento, antincendio e gestione delle emergenze. A Sestriere questo si traduce in verifiche capillari su strutture ricettive e locali pubblici, in un periodo dell’anno in cui l’afflusso turistico è elevato e le strutture lavorano spesso al limite della capienza.
La priorità dichiarata resta la tutela degli ospiti e di chi lavora sul territorio. Allo stesso tempo, però, la sequenza di chiusure e sospensioni tocca un nervo scoperto dell’economia locale. Hotel, discoteche e attività ricettive rappresentano un asse portante dell’indotto del Colle, e ogni stop forzato si riflette su occupazione, stagionalità e reputazione della destinazione. È qui che si gioca l’equilibrio più delicato: da un lato il rigore dei controlli, dall’altro la necessità di percorsi chiari e rapidi di adeguamento, che permettano alle strutture di rientrare in attività nel rispetto delle regole.
Al momento non risultano prese di posizione ufficiali da parte dei gestori coinvolti né comunicazioni istituzionali di dettaglio sugli esiti definitivi delle verifiche in corso. La direzione di marcia, però, appare chiara: standard più stringenti, attenzione particolare ai sistemi antincendio e alla gestione delle emergenze, e una stagione invernale che non potrà più permettersi zone grigie sul piano della sicurezza.
Per chi guarda a Sestriere da turista, il messaggio è duplice. Da un lato, i controlli funzionano e dimostrano una vigilanza attiva sul territorio. Dall’altro, la località è chiamata a trasformare questa fase di tensione in un’occasione di rilancio qualitativo, rafforzando l’idea di una montagna accogliente ma anche rigorosa sul rispetto delle regole. La sfida, ora, è fare in modo che l’“effetto Crans-Montana” non resti un’eco di emergenza, ma diventi uno standard strutturale di sicurezza capace di sostenere il futuro turistico del Colle.