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Lutto
21 Gennaio 2026 - 10:43
Addio a Giancarlo Actis Milanesio, Caluso perde una parte di sé
Una città si ferma davvero quando viene a mancare una delle sue colonne silenziose, quelle che non cercano riconoscimenti ma diventano indispensabili con la forza dei gesti quotidiani. A Caluso, nelle prime ore di martedì, la notizia della morte di Giancarlo Actis Milanesio, 67 anni, si è diffusa in fretta, attraversando case, associazioni, gruppi di volontari e telefoni. Un malore improvviso, tra la notte di lunedì 19 e martedì 20 gennaio 2026, lo ha portato via senza lasciare il tempo di prepararsi.
L’allarme è scattato tra la tarda serata e le prime ore del mattino. I soccorritori sono intervenuti nella sua abitazione, seguiti dall’arrivo dell’elisoccorso per un supporto avanzato. I tentativi di rianimazione sono stati immediati e prolungati, ma alla fine i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso. La sua vita si è spenta nel luogo più intimo, la casa, chiudendo in modo improvviso un’esistenza spesa per gli altri.
Da anni Giancarlo Actis Milanesio era una presenza costante per Caluso e per il Sud Canavese. Nel Gruppo Comunale di Protezione Civile e nella VSSC – Volontari Soccorso Sud Canavese rappresentava un punto di riferimento operativo, riconosciuto per competenza, affidabilità e una disponibilità che non conosceva orari. In emergenza, durante le manifestazioni o nelle situazioni più delicate, era tra i primi ad arrivare e spesso tra gli ultimi ad andare via.

Il suo modo di stare nelle cose era fatto di discrezione e concretezza. Nessuna ricerca di visibilità, nessuna parola superflua. È questo il volto del volontariato che regge davvero la sicurezza locale, una rete di persone che lavorano senza clamore ma con responsabilità assoluta. Un impegno silenzioso che, quando viene a mancare, lascia un vuoto difficile da colmare.
La reazione della città è stata immediata e carica di emozione. I messaggi che hanno iniziato a circolare raccontano meglio di qualsiasi cronaca cosa rappresentasse per chi lo aveva conosciuto. C’è chi fatica ancora a credere che se ne sia andato, chi scrive che per gli altri c’era sempre, chi gli augura un buon viaggio come si fa con chi resta parte della propria vita anche dopo l’addio. Parole spezzate, cuori, lacrime digitali che diventano reali.
Altri ricordano incontri semplici, magari non quotidiani, ma sempre accompagnati da due parole scambiate con naturalezza. Anche senza una frequentazione costante, Giancarlo lasciava un segno: quello delle persone affidabili, che non hanno bisogno di spiegarsi. C’è chi lo saluta parlando di un’amicizia nata anche solo attraverso uno schermo, trasformata ora in un pensiero affettuoso, in un’immagine di luce, in un augurio rivolto alla sua famiglia.
È un lutto che va oltre il dolore privato. In una comunità dove i legami sono diretti e riconoscibili, la perdita di una figura come la sua è anche una perdita collettiva. Viene a mancare un uomo che incarnava il senso del servizio, la disponibilità concreta, l’idea che aiutare non sia un gesto straordinario ma un dovere quotidiano.
La scomparsa di Giancarlo Actis Milanesio ricorda quanto il volontariato sia una vera infrastruttura civile. Quando una di queste presenze si spegne, resta la responsabilità di chi continua. Custodirne la memoria non significa fermarsi al ricordo, ma trasformare il dolore in impegno condiviso, perché certi esempi non finiscono: indicano una direzione.
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