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20 Gennaio 2026 - 18:12
Lutto cittadino per il funerale di Mark, lo studente di 14 anni investito sulla provinciale 590
San Sebastiano da Po si fermerà per Mark Ricard Mariut. Non con frasi di circostanza, ma con un gesto pubblico e netto: il lutto cittadino nel giorno dei funerali.
Venerdì 23 gennaio, dalle 14.30 alle 14.45, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Beppe Bava ha proclamato il lutto, disponendo la chiusura delle attività commerciali con abbassamento delle saracinesche e un minuto di silenzio nelle scuole. Quindici minuti appena, ma sufficienti a far capire che questa morte non è rimasta chiusa dentro una famiglia o dentro una classe: è diventata una ferita di paese.
Il funerale sarà celebrato venerdì 23 gennaio alle 14.30 al Centro Pastorale Don Arnosio, a San Sebastiano da Po. La partenza è prevista alle 13 dalle camere mortuarie dell’ospedale Giovanni Bosco di Torino. La veglia di preghiera si terrà giovedì 22 gennaio alle 20, sempre al Centro Pastorale. Dopo la funzione religiosa Mark sarà accolto nel cimitero della Pieve, a San Sebastiano da Po.
Mark aveva 14 anni. Frequentava la 1A Itis (indirizzo meccanica meccatronica) dell’Istituto Europa Unita di Chivasso. È morto venerdì 16 gennaio, dopo essere stato investito al mattino presto lungo la provinciale 590 in località Abate, mentre stava andando a prendere l’autobus per andare a scuola. Trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco, è morto prima delle 19.
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Nel post il saluto dei compagni di scuola
Intanto la vicenda è entrata nella fase giudiziaria. La Procura ha indagato l’automobilista per omicidio stradale: il fascicolo è aperto a Ivrea e l’indagine è in corso per accertare la dinamica dell’incidente e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Sul fronte istituzionale, il Comune ha diffuso un comunicato di poche righe: cordoglio alla famiglia e alla comunità, ma anche la conferma di essere al lavoro, in contatto con Prefettura, Arma dei Carabinieri e Città Metropolitana, per migliorare la sicurezza viaria sulle ex SS590 e 458. La polizia municipale collaborerà alle iniziative che verranno intraprese, fanno sapere.
All’indomani della tragedia, Bava aveva parlato senza cercare scorciatoie emotive. “Non è che si possa fare molto, ma qualcosa bisogna ottenerlo”, aveva detto. E aveva messo subito sul tavolo il punto più scomodo: quel tratto di strada non è comunale.
“In quel tratto di provinciale 590 la situazione è comune a quella di molte altre strade. C’è un limite di 70 km/h, è fuori dal centro abitato, non c’è un marciapiede, ci sono due fermate del pullman che risalgono a vent’anni fa. Bisogna fare attenzione”, ha spiegato.
Il sindaco ha richiamato anche la necessità di lasciare lavorare gli inquirenti: “Ci sarà la giustizia che chiarirà come è avvenuto l’incidente, dobbiamo lasciare lavorare la magistratura”.
Poi è entrato nel dettaglio: cosa manca, cosa si vede, cosa si è lasciato degradare.
“C’è un attraversamento pedonale davanti alla pensilina. È segnalato da cartellonistica, ma la segnaletica orizzontale è quel che è dopo tanti anni. Dove è successo l’incidente, invece, non c’è un attraversamento pedonale”, ha detto. E sulla luce, che in inverno e alle 7 del mattino pesa come un rischio aggiuntivo: “In quel tratto lì dell'investimento non ci sono punti luce… lì, no”.
Sul tema più grosso, quello dei lavori strutturali, la risposta è stata dura: “È impensabile parlare oggi di realizzare marciapiedi in quel tratto: non ci sono i soldi. Città Metropolitana ci dice che mancano i soldi per riaprire strade che abbiamo chiuse da mesi”. Un’ammissione amara, che racconta la distanza tra la richiesta di sicurezza e un sistema che spesso si muove solo quando accade l’irreparabile.
Intanto gli interventi minimali proposti riguardano segnaletica verticale luminosa, abbassamento del limite di velocità, dissuasori e strumenti per rendere più efficaci i controlli. Ma ha anche aggiunto il limite più concreto di tutti: “Non abbiamo gli agenti della Polizia Municipale per presidiare tutto il territorio”.
Tra le misure tampone, il Comune ha trovato un’azienda (La GVZ Trasporti, ndr) disposta a fornire 100 giubbotti catarifrangenti per gli studenti che utilizzano il pullman. “Lo so, non è molto. Ma è un primo passo, anche se può apparire come un palliativo”, ha riconosciuto lo stesso sindaco.

Ora, però, il tempo del paese è quello del funerale. Venerdì 23 gennaio San Sebastiano da Po saluterà Mark. Le saracinesche abbassate e il silenzio imposto per pochi minuti non risolvono niente, ma segnano una cosa: la consapevolezza che questa morte non può essere archiviata come una tragedia privata.
E dopo il lutto, resterà il compito più difficile: trasformare quel dolore in scelte reali.
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