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Cronaca
21 Gennaio 2026 - 10:10
Rapina armata in banca a Torino: due uomini finiscono in carcere per il colpo da 20mila euro
Una rapina pianificata nei dettagli, armi in pugno e una fuga rapida con il bottino. A distanza di mesi, però, l’indagine ha portato a una svolta. Due presunti rapinatori sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Torino per una rapina aggravata avvenuta lo scorso marzo ai danni di una filiale bancaria di corso Traiano.
Il provvedimento è il risultato di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torino e condotta dalla squadra mobile, che ha ricostruito l’azione messa a segno all’interno dell’istituto di credito. Secondo gli investigatori, i due uomini sarebbero entrati in banca armati di pistola, minacciando il personale e costringendolo a consegnare il denaro custodito nelle casse.
Il bottino ammonterebbe a circa 20mila euro. Dopo il colpo, i rapinatori si sarebbero dati alla fuga, facendo inizialmente perdere le proprie tracce. Le indagini, però, non si sono fermate e hanno consentito di risalire all’identità dei presunti responsabili.

Uno dei due era già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, infatti, era stato arrestato lo scorso luglio in flagranza di reato per un’altra rapina in banca, avvenuta in corso Belgio, sempre a Torino. In quell’occasione, insieme a un complice, avrebbe sottratto 33mila euro, utilizzando una scacciacani. L’ordinanza per la rapina di corso Traiano gli è stata notificata all’interno del carcere Lorusso e Cutugno, dove si trovava già detenuto.
Più complessa la localizzazione del secondo presunto autore. Nei giorni scorsi gli agenti della squadra mobile lo hanno rintracciato a Loano, in Liguria, dove si era spostato nel tentativo di sottrarsi alle ricerche. Anche per lui è scattato il trasferimento in carcere, in esecuzione del provvedimento restrittivo.
L’inchiesta ha permesso di collegare episodi diversi, delineando un quadro che la Procura ritiene solido sul piano indiziario. La rapina di corso Traiano, per modalità e contesto, si inserisce in una sequenza di colpi che avevano destato particolare allarme per l’uso delle armi e per il rischio corso da dipendenti e clienti delle banche prese di mira.
Ora la vicenda passa alla fase giudiziaria, con i due indagati che dovranno rispondere dell’accusa di rapina aggravata, mentre proseguono gli approfondimenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità o collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti sul territorio torinese.
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