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Cronaca

Rapina lampo alla Cassa di Risparmio: finto cliente estrae la pistola allo sportello

Minaccia il cassiere e fugge a piedi dopo essersi fatto consegnare il denaro

Rapina lampo alla Cassa di Risparmio

Rapina lampo alla Cassa di Risparmio: finto cliente estrae la pistola allo sportello (foto di repertorio)

La normalità è durata pochi secondi. Un uomo entra nella filiale della Cassa di Risparmio di Fossano di corso Traiano, a Torino, chiede di aprire un conto, mostra un documento fotocopiato. Tutto sembra routine. Poi il cambio di scena: una pistola estratta all’improvviso, la minaccia puntata in faccia al cassiere, il denaro consegnato senza poter reagire. Una rapina secca, glaciale, che in meno di un minuto ha trasformato una mattina qualsiasi a Lingotto in un colpo violento e fulmineo.

Il bandito — volto scoperto, passo sicuro — ha raccolto il contante ed è uscito dalla porta principale, svanendo a piedi tra le vie laterali. Nessun complice visibile, nessuna parola di troppo, solo l’efficienza di chi sa dove colpire e come sparire prima ancora che qualcuno capisca davvero cosa stia accadendo.

Dentro la banca è rimasto lo shock del personale, costretto ad assistere a una minaccia diretta senza poter fare nulla. La chiamata ai carabinieri è partita immediatamente. In pochi minuti sul posto sono arrivati i militari del nucleo radiomobile, che hanno raccolto testimonianze, acquisito i filmati interni e avviato la ricerca del rapinatore.

La scelta di presentarsi come un cliente qualunque, sfruttando la scusa dell’apertura conto, suggerisce una strategia studiata. Anche il documento fotocopiato, mostrato con disinvoltura, potrebbe essere un falso mirato, un espediente usato per apparire credibile prima dell’irruzione.

Ora le indagini corrono sulle immagini delle telecamere, sul percorso a piedi del malvivente e sulla ricostruzione dei movimenti. Il volto scoperto del rapinatore rappresenta un elemento importante, che potrebbe accelerare il lavoro degli investigatori nelle prossime ore.

Nel frattempo resta la paura di una mattinata che ha visto irrompere la violenza dove nessuno se l’aspettava: allo sportello di una banca, dietro la scusa innocua di “voler aprire un conto”.

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