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Cronaca

Rapina in banca a Torino, arrestato l’uomo che minacciò i dipendenti con un coltello (VIDEO)

Custodia cautelare per un italiano accusato del colpo alla Cassa di Risparmio di Asti di via Cibrario

Rapina in banca a Torino

Rapina in banca a Torino, arrestato l’uomo che minacciò i dipendenti con un coltello

È stato arrestato l’uomo ritenuto responsabile della rapina aggravata messa a segno lo scorso 28 novembre ai danni della filiale della Cassa di Risparmio di Asti, in via Cibrario 6, a Torino. A eseguire il provvedimento è stata la Polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del Tribunale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, cittadino italiano, era entrato all’interno dell’agenzia a volto scoperto, con guanti calzati e armato di coltello. Avvicinatosi alla cassa, aveva minacciato il personale riuscendo a farsi consegnare 5.000 euro in contanti, per poi darsi alla fuga allontanandosi rapidamente dalla zona.

Le indagini della Squadra Mobile si sono concentrate fin da subito sull’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, sia interni sia esterni alla filiale bancaria, incrociati con le testimonianze delle persone presenti al momento della rapina. Un lavoro paziente e meticoloso che ha consentito di ricostruire le fasi dell’azione e di risalire all’identità del presunto autore del colpo.

Determinanti sono stati anche i riconoscimenti fotografici effettuati dai testimoni, che hanno permesso agli inquirenti di rafforzare il quadro indiziario a carico dell’uomo. Elementi ritenuti sufficienti dall’autorità giudiziaria per disporre la misura cautelare più restrittiva.

Il provvedimento è stato notificato all’indagato presso la casa circondariale di Siena, dove si trova già detenuto dal 17 dicembre 2025 per altra causa. La rapina di via Cibrario va dunque ad aggiungersi a un quadro giudiziario già complesso, ora al vaglio degli inquirenti torinesi.

Come precisato dagli stessi investigatori, il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’uomo vale pertanto il principio della presunzione di non colpevolezza, che potrà essere superato solo in caso di sentenza definitiva di condanna.

Un arresto che chiude, almeno sul piano investigativo, uno degli episodi più allarmanti avvenuti nelle ultime settimane nel tessuto urbano torinese, riportando al centro il tema della sicurezza negli istituti di credito e della rapidità di risposta delle forze dell’ordine.

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