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Cronaca
19 Gennaio 2026 - 11:27
Dalla festa alla paura, un ordigno esplode a Barriera di Milano e trasforma la notte della Coppa d’Africa in un incubo
La festa esplode, poi deflagra davvero. Quella che doveva essere una notte di gioia per la vittoria del Senegal sul Marocco nella Coppa d’Africa si è trasformata a Torino in una sequenza di scene che hanno poco a che fare con il calcio e molto con il disordine urbano e il rischio concreto per l’incolumità delle persone. È successo a Barriera di Milano, dove centinaia di persone si sono riversate in strada, soprattutto lungo corso Giulio Cesare, dando vita a oltre due ore di festeggiamenti rumorosi, confusi e sempre più difficili da governare.
Clacson continui, fumogeni, razzi pirotecnici, petardi di grosse dimensioni. Il quartiere è rimasto paralizzato, con traffico bloccato e mezzi pubblici fermi, mentre la folla aumentava progressivamente. Accanto alla comunità senegalese, inizialmente protagonista delle celebrazioni, si sono aggiunti altri gruppi. Secondo le prime valutazioni delle forze dell’ordine, persone che non avevano alcun legame con la partita o con la festa, ma che si sarebbero inserite con il solo obiettivo di creare confusione.
È in questo contesto che, poco dopo mezzanotte e mezza, la situazione ha superato una soglia critica. Davanti ai civici 50, 52 e 54 di corso Giulio Cesare è stato fatto esplodere un ordigno, non una semplice bomba carta, ma – secondo una prima analisi degli investigatori – un congegno artigianale. L’esplosione è stata violenta: i vetri delle scale interne di tre palazzine sono andati in frantumi, così come i parabrezza di alcune auto in sosta. Danni anche a esercizi commerciali al piano strada.

In pochi istanti la festa si è trasformata in panico. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia municipale e i vigili del fuoco, impegnati a mettere in sicurezza gli edifici e a verificare l’assenza di feriti. Il boato ha risuonato per tutto il quartiere, amplificato dalla densità degli edifici e dalla presenza di molte persone ancora in strada.
Il momento più critico riguarda però quanto accaduto a un’auto in transito proprio in quel tratto di corso Giulio Cesare. L’onda d’urto ha colpito il veicolo mentre stava passando, mandando in frantumi i vetri. A bordo c’erano anche bambini. Il conducente, sceso dall’abitacolo visibilmente stordito, ha controllato immediatamente le condizioni dei due minori seduti sul sedile posteriore. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Dopo essersi accertato che stavano bene, l’uomo è risalito in auto e si è allontanato. Un episodio che, per dinamica e contesto, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Le indagini sono scattate immediatamente. Gli investigatori stanno ora lavorando per individuare chi abbia realizzato e innescato l’ordigno, un gesto che segna un salto di qualità rispetto ai consueti e già pericolosi petardi utilizzati durante festeggiamenti improvvisati. Un aiuto decisivo potrebbe arrivare dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona compresa tra corso Novara e corso Brescia, un’area densamente monitorata proprio per la sua delicatezza sul piano dell’ordine pubblico.
Resta sullo sfondo una domanda che a Barriera di Milano ritorna ciclicamente: quanto sia fragile l’equilibrio di un quartiere dove eventi spontanei, anche legittimi, possono trasformarsi rapidamente in situazioni fuori controllo. La vittoria sportiva, in questo caso, è diventata il detonatore di una notte che ha lasciato vetri rotti, paura e interrogativi, più che bandiere e cori.
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