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19 Gennaio 2026 - 09:12
Torino in festa per il Senegal, la Coppa d’Africa accende Barriera di Milano tra cori, fumogeni e vetri in frantumi
La vittoria del Senegal nella finale di Coppa d’Africa si è trasformata, a Torino, in una lunga notte di festa e tensioni. Nel quartiere Barriera di Milano, zona da anni segnata da una forte presenza della comunità senegalese, centinaia di persone sono scese in strada subito dopo il triplice fischio che ha sancito l’eliminazione del Marocco padrone di casa e il trionfo dei Leoni della Teranga. Una celebrazione spontanea, rumorosa, colorata, che ha però lasciato anche strascichi concreti sul piano della sicurezza e della viabilità.
Il cuore dei festeggiamenti si è concentrato lungo corso Giulio Cesare e nelle vie limitrofe. Clacson ininterrotti, cori, torce accese, fumogeni e fuochi d’artificio hanno scandito per ore l’entusiasmo dei tifosi. Una festa proseguita ben oltre la fine della partita, tanto da bloccare a lungo il traffico e i mezzi pubblici, costretti a deviazioni e stop forzati. La scena si è poi allargata anche verso corso Vercelli, trasformando un’ampia porzione del quartiere in un’unica, caotica area di celebrazione.
Durante i festeggiamenti, però, si è superata la linea dell’euforia. L’esplosione di alcuni petardi ha provocato un boato particolarmente violento che ha mandato in frantumi i vetri delle finestre delle scale interne di alcuni palazzi ai civici 50, 52 e 54 di corso Giulio Cesare. Nessuna persona è rimasta ferita, ma i frammenti di vetro hanno colpito diverse auto parcheggiate sotto gli edifici, causando danni materiali. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, impegnati a riportare la situazione sotto controllo e a garantire la sicurezza dei residenti.

La notte torinese è stata lo specchio fedele di una finale che, a migliaia di chilometri di distanza, aveva già acceso polemiche e tensioni. A Rabat, la partita tra Senegal e Marocco è stata tutt’altro che ordinaria. Un incontro combattuto, segnato da decisioni arbitrali controverse, proteste plateali e un finale degno di un romanzo sportivo. Il gol decisivo di Pape Gueye, arrivato ai supplementari, ha consegnato al Senegal la seconda Coppa d’Africa della sua storia, ma solo dopo momenti di caos difficili da dimenticare.
Nel finale dei tempi regolamentari, il Senegal aveva visto annullarsi una rete e il Marocco aveva beneficiato di un calcio di rigore concesso dopo una lunga revisione al VAR. La protesta dei senegalesi è stata clamorosa: la squadra ha abbandonato il campo per diversi minuti, rientrando solo per evitare pesanti sanzioni. Dal dischetto Brahim Diaz ha fallito con un cucchiaio maldestro, parato senza difficoltà. Da lì, i supplementari e il colpo finale firmato ancora da Gueye.
Una partita carica di tensione che ha amplificato il significato della vittoria per la diaspora senegalese in Europa e, in particolare, a Torino. Barriera di Milano, spesso raccontata solo per le sue criticità, si è ritrovata improvvisamente al centro di una festa collettiva che ha mescolato orgoglio nazionale, appartenenza e rivendicazione identitaria. Ma la notte ha anche riacceso il dibattito su sicurezza, convivenza e gestione dell’ordine pubblico in quartieri già fragili, dove basta poco perché l’entusiasmo si trasformi in problema.
Quando le strade si sono lentamente svuotate e il fumo dei petardi si è dissolto, sono rimasti i vetri rotti, le auto danneggiate e una domanda che torna ciclicamente: come tenere insieme il diritto a festeggiare e il rispetto di chi, in quelle stesse strade, vive ogni giorno.
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