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Cronaca
17 Gennaio 2026 - 09:13
Si tuffa nella Dora per salvare un uomo, il gesto istintivo di un 24enne appena arrivato in Italia
Le urla improvvise, il fiume che scorre, pochi secondi per capire se ciò che si vede è reale. Poi la decisione. A fermarsi e intervenire è stato Hamza El Bouchtaoui, 24 anni, arrivato in Italia da pochi mesi dal Marocco, che davanti a un corpo che galleggiava nella Dora ha scelto di non tirarsi indietro. Un gesto rapido, istintivo, nato dalla percezione immediata del pericolo.
Secondo quanto ricostruito, il giovane ha notato la presenza di un uomo in acqua dopo aver sentito gridare che qualcuno era finito nel fiume. Si è spostato lungo l’argine utilizzando il monopattino, ha individuato il punto in cui il corpo galleggiava e si è tuffato senza esitazioni. Un intervento che ha avuto un costo fisico: nel tuffo Hamza ha riportato traumi al naso e al collo, per i quali è stato accompagnato in ospedale. Dopo gli accertamenti è stato dimesso nelle ultime ore, senza conseguenze gravi.
Di lui emergono pochi elementi, ma sufficienti a delineare il contesto. 24 anni, una vita appena iniziata in Italia, nessun ruolo particolare se non quello di un cittadino che si trova davanti a un’emergenza e decide di agire. Non un soccorritore professionista, non qualcuno addestrato a intervenire in acqua, ma una persona qualunque che, di fronte a una situazione critica, ha scelto di fermarsi e tentare di aiutare.
Restano ancora da chiarire alcuni aspetti della vicenda, a partire dalle condizioni dell’uomo finito nel fiume e dalla dinamica completa dell’intervento successivo al tuffo. Sono elementi che competono alle verifiche delle autorità e dei soccorritori intervenuti dopo l’allarme. Ciò che appare chiaro è invece il valore di quel primo gesto, compiuto in una manciata di secondi, quando la differenza tra guardare e agire può essere decisiva.
Episodi come questo riportano l’attenzione sulla pericolosità dei corsi d’acqua, soprattutto nei tratti urbani, e sull’importanza della tempestività: segnalare, chiamare i soccorsi, intervenire quando possibile senza mettere a rischio ulteriormente la propria vita. La storia di Hamza El Bouchtaoui non ha bisogno di enfasi né di etichette eroiche. Racconta semplicemente come, in un momento di paura, la prontezza di un singolo possa rompere l’indifferenza e trasformarsi in un atto di responsabilità verso gli altri.

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