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Cronaca

Colpo notturno nel centro di Chivasso, la banda del tombino sfonda una focacceria e fugge con l’incasso

Assalto tra via Torino e vicolo dell’Arco: porta a vetri distrutta, seicento euro rubati, indagano i carabinieri

Colpo notturno nel centro di Chivasso

Colpo notturno nel centro di Chivasso, la banda del tombino sfonda una focacceria e fugge con l’incasso

La banda del tombino torna a colpire nel centro di Chivasso, scegliendo ancora una volta la notte e un’azione rapida, violenta, mirata all’incasso. Tra mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio, ignoti hanno preso di mira la Nuova Focacceria Genovese, in vicolo dell’Arco, traversa di via Torino, a pochi passi dal cuore commerciale della città. Un’azione fulminea, conclusa in pochi istanti, che ha lasciato dietro di sé una porta distrutta, danni evidenti e l’ennesimo segnale di allarme per i commercianti del centro storico.

Secondo una prima ricostruzione affidata ai carabinieri della Stazione di Chivasso, i malviventi avrebbero agito con un copione ormai collaudato. Il tombino sarebbe stato prelevato poco distante, in via San Marco, e utilizzato come ariete improvvisato. Più lanci contro la porta a vetri del locale, fino a sfondarne la parte inferiore e creare un varco sufficiente per introdursi all’interno.

Una volta dentro, i ladri si sarebbero diretti senza esitazioni verso il fondo cassa, riuscendo ad appropriarsi di circa seicento euro. Un bottino contenuto, ma sufficiente a rendere l’azione conveniente, soprattutto considerando la rapidità dell’assalto. Subito dopo, la fuga, avvenuta nella direzione opposta, proprio verso via San Marco, dove si sarebbero dileguati nel buio, facendo perdere le proprie tracce.

L’intervento delle forze dell’ordine è scattato poco dopo la segnalazione. I militari hanno avviato gli accertamenti, effettuando i rilievi sul posto e raccogliendo elementi utili all’indagine. Al vaglio ci sono eventuali sistemi di videosorveglianza della zona, pubblici e privati, che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti o dettagli utili per risalire agli autori del colpo.

Il metodo utilizzato richiama altri episodi simili avvenuti negli ultimi mesi, non solo a Chivasso ma anche in diversi centri del Torinese. Il tombino, facile da reperire e devastante se usato come arma impropria, è diventato uno strumento ricorrente nei furti notturni ai danni di esercizi commerciali. Un segnale che preoccupa, perché unisce violenza materiale e rapidità d’esecuzione, rendendo difficile l’intervento immediato.

Per la Nuova Focacceria Genovese, il danno non si limita alla perdita dell’incasso. La vetrina infranta, i costi di riparazione, la possibile chiusura temporanea e il senso di insicurezza incidono pesantemente sull’attività. Nel centro storico, dove il commercio vive di prossimità e continuità, ogni colpo notturno lascia strascichi che vanno ben oltre il valore del bottino.

Ed è proprio questo episodio a riaprire, con forza, il tema della sicurezza nel centro di Chivasso. Una sicurezza che, negli ultimi mesi, è stata oggetto di una stretta strutturale, non più emergenziale. Il prefetto di Torino Donato Cafagna ha infatti prorogato fino al 20 marzo 2026 l’ordinanza che limita lo stazionamento e consente ordini di allontanamento in una porzione circoscritta del centro cittadino, confermando un impianto già in vigore dal 12 settembre scorso e rinnovato a partire dal 22 dicembre. La proroga è arrivata dopo una prima fase di applicazione che, secondo i dati ufficiali, avrebbe prodotto effetti concreti sul piano del controllo e della percezione di sicurezza.

La richiesta era stata avanzata formalmente dal sindaco Claudio Castello il 3 dicembre, durante l’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e si inserisce in un percorso condiviso tra amministrazione comunale e forze dell’ordine. I numeri parlano di 1.208 persone controllate e 19 ordini di allontanamento emessi, provvedimenti mirati verso soggetti con comportamenti aggressivi, molesti o già noti all’autorità giudiziaria. La cosiddetta “zona rossa” resta circoscritta alle aree più sensibili del centro, tra via Roma, piazza Garibaldi, via Caluso, piazzale Ceresa, via Ceresa, piazza 12 maggio 1944 e via Italia.

Eppure, episodi come quello avvenuto in vicolo dell’Arco pongono una domanda scomoda: quanto queste misure incidono realmente sui reati predatori, che colpiscono di notte e con modalità organizzate? La proroga dell’ordinanza, sostenuta anche dal parere favorevole di Polizia Ferroviaria, Carabinieri e Guardia di Finanza, punta a rafforzare il controllo e la deterrenza, ma il rischio è che il centro venga presidiato soprattutto sul piano del decoro e dello stazionamento, mentre i furti continuano a trovare spazi e tempi per colpire.

La scelta di rendere strutturale la “zona rossa” segna una direzione chiara, ma apre anche una sfida più ampia: affiancare ai divieti e agli allontanamenti politiche di prevenzione, illuminazione, manutenzione urbana e tutela concreta delle attività economiche. Perché se il centro resta esposto ai colpi notturni, la percezione di sicurezza rischia di incrinarsi proprio dove dovrebbe essere più solida. La traiettoria è tracciata; ora saranno i fatti, e non solo i numeri, a dire se Chivasso riuscirà davvero a difendere il suo cuore commerciale.

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