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Cronaca

Altro che rilancio urbano, a Barriera di Milano i giardini pubblici affondano nel degrado

Nel tratto tra corso Giulio Cesare e via Volpiano nuove segnalazioni documentano una situazione fuori controllo, mentre crescono le critiche sull’efficacia degli interventi comunali

Altro che rilancio urbano

Altro che rilancio urbano, a Barriera di Milano i giardini pubblici affondano nel degrado

All’interno del quartiere Barriera di Milano, in uno dei pochi spazi verdi a disposizione dei residenti, il giardino delle Tre Lanterne torna al centro delle polemiche. Tra corso Giulio Cesare e via Volpiano, la scena che si presenta questa mattina è quella di un’area pubblica trasformata, di fatto, in un luogo di abbandono e occupazione impropria, con vestiti sparsi, masserizie accumulate e panchine utilizzate come giacigli di fortuna.

Le immagini circolate nelle ultime ore mostrano una situazione definita “imbarazzante” da chi vive quotidianamente la zona. Oggetti personali abbandonati ovunque, rifiuti, indumenti e cartoni occupano ampie porzioni del giardino, rendendo di fatto impossibile l’uso dello spazio da parte di famiglie, anziani e bambini. Le panchine, pensate come luogo di sosta e socialità, risultano occupate stabilmente da persone che hanno trovato lì una sistemazione di emergenza.

Una condizione che, secondo chi denuncia da tempo il problema, non è affatto nuova. Da anni vengono segnalate criticità legate al degrado urbano, alla presenza costante di bivacchi e alla difficoltà di garantire una fruizione ordinata degli spazi pubblici. Anche questa mattina è stata contattata la polizia locale, accompagnando la segnalazione con una mail corredata da documentazione fotografica, nel tentativo di sollecitare un nuovo intervento.

Dal fronte politico, la presa di posizione è netta. Il capogruppo di Fratelli d’Italia parla apertamente di fallimento delle azioni messe in campo finora dal Comune, sottolineando come le rassicurazioni ricevute negli anni sull’attenzione al problema non abbiano prodotto risultati concreti. Secondo l’esponente dell’opposizione, i controlli effettuati si sarebbero rivelati sporadici e inefficaci, incapaci di modificare una situazione che si ripresenta ciclicamente con le stesse modalità.

Al centro delle critiche c’è anche la condizione dei residenti, descritti come i veri penalizzati di questa vicenda. Cittadini che, si denuncia, faticano persino ad affacciarsi alle finestre, provano disagio e imbarazzo quando ricevono visite e percepiscono un progressivo abbandono del quartiere. Una quotidianità segnata da una convivenza forzata con il degrado, che alimenta tensione sociale e senso di insicurezza.

L’appello è rivolto direttamente al sindaco Stefano Lo Russo e all’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, ai quali viene chiesto un cambio di passo. Non più interventi occasionali, ma azioni strutturate e incisive, capaci di restituire i giardini pubblici alla loro funzione originaria e di affrontare il problema senza limitarlo a operazioni di facciata.

Il caso delle Tre Lanterne diventa così emblematico di una questione più ampia che riguarda Torino e altre zone della città: la gestione degli spazi comuni, l’equilibrio tra emergenza sociale e decoro urbano, e la difficoltà di trasformare le promesse politiche in risultati visibili sul territorio.

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