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Cronaca

Occupano, tornano e deridono lo Stato: negli alloggi ATC di Regio Parco la legge resta fuori dalla porta

Dopo lo sgombero e l’installazione di una porta blindata, gli stessi soggetti tornano nell’appartamento. Identificazioni e polemiche sulla tutela dei minori

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Occupano, tornano e deridono lo Stato: negli alloggi ATC di Regio Parco la legge resta fuori dalla porta

Nel complesso ATC di via Maddalene 34, nel quartiere Regio Parco, la cronaca torna a bussare alla porta di un alloggio già al centro di una denuncia per occupazione abusiva. L’episodio risale formalmente al 21 dicembre, quando venne segnalata la presenza irregolare di alcune persone in un appartamento al secondo piano dello stabile. Un caso che aveva portato, pochi giorni dopo, allo sgombero e all’installazione di una porta antintrusione, misura pensata per evitare nuove occupazioni.

Una precauzione che, però, non è bastata. Il 10 gennaio, dopo le segnalazioni di numerosi residenti, gli stessi soggetti sarebbero tornati all’interno dell’alloggio. A raccontarlo è la capogruppo di Fratelli d’Italia, che si è recata personalmente nel complesso dopo essere stata avvisata dai cittadini. La situazione è stata immediatamente comunicata al presidente di ATC e alle forze dell’ordine. Sul posto è intervenuto personale dell’Arma dei Carabinieri, che ha proceduto a una nuova identificazione delle persone presenti nell’appartamento.

Secondo quanto riferito, l’intervento non sarebbe stato privo di tensioni. I militari, mentre spiegavano le conseguenze legali del gesto, si sarebbero trovati di fronte a un atteggiamento definito di scherno e arroganza. Non solo: in serata, attraverso l’aiuto di alcuni connazionali, gli occupanti avrebbero tentato di cambiare la serratura dell’alloggio, comportandosi «come se la casa fosse di loro proprietà».

La vicenda ha acceso anche un fronte politico e sociale. La capogruppo di Fratelli d’Italia solleva interrogativi duri, mettendo a confronto situazioni diverse e chiamando in causa il principio di uguaglianza davanti alla legge. In una dichiarazione affidata ai fatti, pone una domanda che pesa come un’accusa: «Come mai i bambini del Bosco, tempestivamente sono stati prelevati ed allontanati dai genitori, mentre i figli di questi individui vengono tranquillamente utilizzati come scudo per occupare illegittimamente un’abitazione e nessuno interviene in loro tutela? Forse la legge non è uguale per tutti?».

Il nodo dei minori diventa così centrale in una vicenda che intreccia legalità, emergenza abitativa e gestione dell’edilizia pubblica. Da un lato, l’alloggio occupato abusivamente; dall’altro, le famiglie che attendono da tempo una assegnazione regolare. L’auspicio espresso è che lo sgombero possa avvenire «in tempi celeri», senza consentire nuove occupazioni «con prepotenza ed arroganza».

Non manca, infine, un sospetto più ampio sul funzionamento interno dei complessi ATC. Viene avanzata l’ipotesi che qualcuno possa segnalare «quando e come occupare degli alloggi abusivamente», un meccanismo che, se confermato, aprirebbe uno scenario ben più grave, fatto di complicità e di un sistema che penalizza chi rispetta le regole.

Una storia che resta aperta, mentre a Regio Parco cresce il malumore tra i residenti e torna a interrogare le istituzioni sulla capacità di tutelare il patrimonio pubblico, garantire la legalità e proteggere davvero i più deboli, senza scorciatoie né zone d’ombra.

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