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Cronaca

Travolto sulle strisce con il deambulatore, muore dopo sei giorni: aveva 92 anni

Pietro Cavaglià deceduto dopo sei giorni; indagine per omicidio stradale; rosario il 9 gennaio, funerale il 10

Travolto sulle strisce

Travolto sulle strisce con il deambulatore, muore dopo sei giorni: aveva 92 anni

È morto dopo sei giorni di ricovero al Cto di Torino Pietro Cavaglià, 92 anni, investito la mattina del 31 dicembre 2025 mentre attraversava la strada con il suo deambulatore a Poirino, a pochi passi dall’abitazione in cui viveva. L’anziano non ce l’ha fatta a superare le gravi conseguenze dell’incidente ed è deceduto il 6 gennaio, lasciando una comunità scossa e interrogativi che ora passano anche nelle aule giudiziarie.

L’incidente era avvenuto in via Isolabella, all’altezza delle strisce pedonali nei pressi del civico 35. Secondo la ricostruzione, Cavaglià stava attraversando la carreggiata quando una Fiat Panda, guidata da un ventenne di Chieri, lo ha travolto, facendolo cadere violentemente a terra. L’impatto è stato immediatamente apparso grave. I primi soccorsi sono stati prestati dai sanitari della Croce Rossa di Poirino, un dettaglio che aggiunge un ulteriore carico emotivo alla vicenda: Pietro Cavaglià era stato a lungo volontario proprio della Croce Rossa locale.

Trasportato d’urgenza in ospedale, l’anziano è rimasto ricoverato per quasi una settimana, ma le sue condizioni non hanno mai mostrato un reale miglioramento. Il decesso è arrivato il 6 gennaio, spegnendo la speranza di familiari e amici che avevano seguito con apprensione ogni aggiornamento dal reparto.

Ora l’attenzione si sposta sull’aspetto giudiziario. Tutti i materiali raccolti durante i rilievi sono stati trasmessi alla Procura di Asti, territorialmente competente per il Comune di Poirino. Il giovane alla guida dell’auto rischia di dover rispondere di omicidio stradale, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’investimento e le eventuali responsabilità.

Pietro Cavaglià, quel mattino di San Silvestro, era uscito per una passeggiata, una consuetudine quotidiana nonostante l’età avanzata. Abitava molto vicino al luogo dell’incidente. Lascia la compagna Gemma, il figlio Michele e le nipoti Gaia e Sofia. La comunità si stringerà attorno alla famiglia nelle prossime ore: questa sera, 9 gennaio, alle 20, nella parrocchia di Poirino verrà recitato il rosario, mentre il funerale è in programma domani, 10 gennaio, alle 15, nella stessa chiesa.

La tragedia ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza di via Isolabella, un tratto che da tempo preoccupa i residenti. Nei mesi scorsi alcuni cittadini avevano promosso una raccolta firme per chiedere interventi di messa in sicurezza. All’indomani dell’incidente mortale, il promotore Gianfranco Gariglio è tornato a sollecitare risposte dall’amministrazione comunale, richiamando l’attenzione del sindaco Nicholas Padalino su una situazione ritenuta critica. «Gli interventi in via Isolabella devono essere una priorità – ha segnalato – Per limitare la velocità in questo tratto, parecchi anni fa era stato installato un pannello che rilevava la velocità, ma ora è spento. Anche questo dimostra la necessità della messa in sicurezza».

Parole che risuonano oggi con un peso diverso, dopo una morte che ha trasformato una richiesta rimasta inascoltata in una ferita collettiva. Via Isolabella, una strada di paese come tante, diventa così il simbolo di un tema che torna ciclicamente dopo ogni tragedia: la distanza tra prevenzione e intervento, tra segnalazioni e risposte concrete. E mentre Poirino si prepara a dare l’ultimo saluto a Pietro Cavaglià, resta il silenzio pesante di un attraversamento che si è trasformato in destino.

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