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Cronaca

Scivola sul ghiaccio il rettore del santuario: soccorso tra i boschi di Forno Alpi Graie

Intervento congiunto di elisoccorso e squadre a terra

Scivola sul ghiaccio il rettore del santuario: soccorso tra i boschi di Forno Alpi Graie

Scivola sul ghiaccio il rettore del santuario: soccorso tra i boschi di Forno Alpi Graie

Un passo falso su un tratto ghiacciato, poi l’impossibilità di rialzarsi e una chiamata d’emergenza che dà il via a una corsa contro il tempo. È quanto accaduto oggi, 8 gennaio, a Forno Alpi Graie, nelle Valli di Lanzo, dove il rettore del Santuario di Nostra Signora di Loreto è stato tratto in salvo grazie a un intervento coordinato del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e del Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte.

L’allarme è scattato intorno alle 12.30, quando lo stesso sacerdote ha contattato i soccorsi dopo essere scivolato sul ghiaccio lungo il sentiero in discesa verso l’abitato. Fin da subito è apparso chiaro che l’intervento non sarebbe stato semplice. L’area è caratterizzata da boschi fitti, pendenze accentuate e tratti in ombra dove il ghiaccio rende insidioso anche un percorso abitualmente frequentato.

Le squadre a terra del Soccorso Alpino hanno raggiunto la zona mentre, dall’alto, l’elicottero dell’elisoccorso regionale tentava l’avvicinamento. Le condizioni del terreno e la vegetazione hanno però impedito un avvicinamento diretto al punto dell’incidente. L’equipaggio è riuscito a sbarcare i tecnici e i sanitari circa cento metri di dislivello più in basso, costringendo i soccorritori a proseguire a piedi con il materiale sanitario.

Raggiunto il ferito, i tecnici del Soccorso Alpino e il personale medico hanno proceduto alla stabilizzazione e all’immobilizzazione dell’uomo, che presentava forti dolori compatibili con una sospetta frattura di femore. L’operazione di imbarellamento è avvenuta in un contesto reso ancora più complesso dal rapido peggioramento delle condizioni meteo, che ha obbligato l’elicottero a ripiegare verso Ceres in attesa di una finestra sicura.

A quel punto il recupero è proseguito via terra, con il trasporto del paziente lungo il sentiero fino a valle. Qui il rettore è stato affidato a un’ambulanza, che lo ha condotto a Ceres, dove l’elicottero ha potuto nuovamente intervenire. Da lì il trasferimento in ospedale, con codice giallo, per gli accertamenti diagnostici e le cure necessarie. La frattura di femore resta, al momento, un’ipotesi clinica che dovrà essere confermata dagli esami strumentali.

L’intervento riporta l’attenzione su dinamiche purtroppo ricorrenti nella cronaca della montagna invernale. I sentieri in ombra diventano vere e proprie lastre di ghiaccio, l’accesso aereo è spesso limitato dalla vegetazione e il meteo può cambiare in pochi minuti, imponendo scelte rapide e soluzioni alternative. In questo contesto, la sinergia tra Soccorso Alpino ed elisoccorso rappresenta un elemento decisivo per garantire la sicurezza degli interventi e ridurre i tempi di soccorso.

Per chi frequenta zone di montagna anche a quote non elevate, l’episodio è un promemoria concreto. In inverno, anche percorsi noti e apparentemente semplici possono trasformarsi in trappole pericolose. Calzature adeguate, ramponcini, bastoncini e una pianificazione attenta degli orari e delle condizioni meteo restano strumenti fondamentali per ridurre il rischio. In questa occasione, la prontezza dei soccorsi e l’esperienza degli operatori hanno fatto la differenza, consentendo di riportare in salvo il rettore del santuario nonostante un contesto operativo tutt’altro che favorevole.

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