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Cronaca
08 Gennaio 2026 - 20:49
Apologia del fascismo, chiesti 17 rinvii a giudizio a Torino: sotto accusa il gruppo Avanguardia Torino
La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone nell’ambito di un’inchiesta che ruota attorno alle attività del gruppo Avanguardia Torino e di un circolo cittadino chiamato Edoras, oggi chiuso. Le accuse sono pesanti e riguardano reati di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e apologia del fascismo, contestata sulla base della legge Scelba, che vieta la riorganizzazione e l’esaltazione del partito fascista.
L’udienza preliminare è fissata per la fine di gennaio, quando il giudice dovrà decidere se mandare a processo gli indagati. L’indagine prende in esame una serie di episodi e iniziative che, secondo i magistrati, avrebbero superato il confine della libera espressione per configurare una vera e propria attività di propaganda ideologica antidemocratica.
Uno dei principali capi di imputazione riguarda una serata musicale aperta al pubblico, organizzata il 30 novembre 2024 all’interno del circolo Edoras. Secondo la Procura, in quell’occasione sarebbero stati esaltati principi, metodi e simboli del fascismo, insieme alle sue finalità antidemocratiche. Non si sarebbe trattato, dunque, di un semplice evento culturale o musicale, ma di un contesto nel quale sarebbero stati diffusi messaggi di odio e di incitamento.
Tra i 17 indagati figurano profili diversi. Secondo quanto emerge dagli atti, c’è il figlio ventunenne di un assessore regionale piemontese di Fratelli d’Italia, un ex responsabile giovanile locale dello stesso partito, oltre a due musicisti che si esibirono durante la serata incriminata. Le indagini non riguardano quindi un unico ambito, ma una rete di soggetti che avrebbero avuto ruoli differenti nelle attività contestate.
A tre degli imputati viene inoltre attribuita un’attività di propaganda svolta attraverso Telegram. In particolare, gli inquirenti fanno riferimento alle cosiddette “chiamate del presente”, iniziative online organizzate in occasione degli anniversari della morte di intellettuali, politici e attivisti europei riconducibili all’area dell’estrema destra. Secondo la Procura, anche queste iniziative avrebbero contribuito alla diffusione di un’ideologia di matrice fascista e nazista.
Il quadro accusatorio si fonda in larga parte sui rapporti dei carabinieri del Ros, che hanno documentato quanto sarebbe avvenuto durante la serata del 30 novembre e in altre occasioni. Negli atti vengono citati cori e slogan ritenuti di contenuto razzista, antisemita e violento, insieme a saluti romani, invocazioni a Mussolini, grida come “Heil” e slogan quali “Europa cristiana mai musulmana”. Elementi che, per l’accusa, configurano una chiara esaltazione di ideologie vietate dall’ordinamento italiano.
Il circolo Edoras era già stato chiuso lo scorso settembre. Il proprietario dell’immobile, che ha dichiarato di essere stato completamente all’oscuro di quanto avveniva al suo interno, è stato indicato come persona offesa nel procedimento e potrà chiedere di costituirsi parte civile.
L’inchiesta si inserisce in un filone di indagini che mirano a verificare il rispetto delle leggi che tutelano l’ordinamento democratico, in particolare quando vengono superati i limiti tra opinione politica e apologia di ideologie che la Costituzione italiana vieta esplicitamente. Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a valutare se le accuse siano sufficienti per l’apertura di un processo.

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