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Cronaca
08 Gennaio 2026 - 09:31
Trentanove pacchetti di sigarette rubati dal distributore automatico: arrestato in via Cibrario e già condannato dopo il rito direttissimo
È finita con un arresto in flagranza e una condanna immediata la vicenda del furto aggravato avvenuto nella notte del 5 gennaio in via Cibrario, a Torino, dove un uomo è riuscito a sottrarre 39 pacchetti di sigarette da un distributore automatico prima di essere fermato dalle forze dell’ordine. Un’azione rapida, ripetuta una confezione dopo l’altra, che non è però passata inosservata e si è conclusa con l’intervento della polizia e le manette ai polsi del responsabile.
L’uomo, nato nel 1991, di origine marocchina, è stato arrestato sul posto e condotto davanti al giudice già nella giornata di martedì 7 gennaio, quando è comparso in tribunale per il rito direttissimo. Una procedura che ha accelerato i tempi della giustizia e portato in poche ore alla definizione del processo, con la scelta del patteggiamento. Il giudice ha accolto l’accordo, stabilendo una pena di sei mesi di reclusione, concessa però con il beneficio della sospensione condizionale, permettendo così all’imputato di tornare immediatamente in libertà.
Nel corso dell’udienza è emerso il profilo di una persona fragile, già segnata da una condizione di marginalità, un elemento che ha pesato nella valutazione complessiva della vicenda giudiziaria. A difenderlo è stato l’avvocato Antonio Zanocco, che ha seguito l’imputato nella scelta di chiudere rapidamente il procedimento evitando un processo ordinario. Oltre alla pena detentiva sospesa, l’uomo dovrà versare anche una multa di 120 euro, prevista come sanzione accessoria.

L’episodio riporta l’attenzione su una tipologia di reato tutt’altro che rara, quella dei furti ai distributori automatici, spesso presi di mira per la facilità di accesso e per la rapidità con cui è possibile sottrarre merce di valore. In questo caso, però, la sequenza di prelievi non è bastata a eludere i controlli, e l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha interrotto l’azione prima che potesse trasformarsi in un danno ancora più consistente.
Una vicenda che si è consumata nel giro di pochi giorni, tra il furto, l’arresto e la sentenza, e che si chiude con una condanna già scritta, lasciando sullo sfondo il tema, tutt’altro che secondario, delle fragilità sociali che spesso accompagnano questo tipo di microcriminalità urbana.
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