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Cronaca
05 Gennaio 2026 - 11:42
Latitante per anni, arrestato nel Canavese un condannato per violenze sessuali su bambine
Era ricercato da tempo a livello internazionale per gravi violenze sessuali commesse in Brasile ai danni di bambine, abusi ripetuti e protratti per anni, consumati in ambito familiare e approfittando di rapporti di fiducia. La sua fuga si è conclusa nel Torinese, dove la Polizia di Stato ha arrestato un brasiliano di 41 anni, naturalizzato italiano, su cui pendeva una condanna definitiva a vent’anni di reclusione.
L’uomo è stato catturato dagli agenti della Squadra mobile di Torino, grazie a una segnalazione e all’impulso del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, su richiesta dell’Autorità giudiziaria brasiliana. La sentenza era stata emessa dal Tribunale penale del distretto di San Paolo, che lo aveva riconosciuto colpevole del reato di «stupro di persone vulnerabili».
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i continui abusi sessuali si sono verificati tra il 2012 e il 2018, in abitazioni familiari comuni, un contesto che rende ancora più drammatica la vicenda. L’uomo avrebbe approfittato del rapporto di parentela con i genitori delle vittime, che in più occasioni gli avevano affidato le bambine, senza sospettare quanto stava accadendo. Un tradimento della fiducia che ha segnato profondamente le vite delle vittime e delle loro famiglie.
Dopo la condanna in Brasile, il quarantunenne si era reso latitante, riuscendo a far perdere le proprie tracce e a spostarsi all’estero. La sua individuazione è stata possibile nell’ambito del Progetto “Wanted”, promosso e coordinato dallo Sco della Polizia di Stato, in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Un programma mirato alla localizzazione e alla cattura di criminali ricercati a livello internazionale, che negli ultimi anni ha consentito di rintracciare numerosi latitanti.
Nel caso specifico, l’attività investigativa ha visto impegnata la Squadra mobile di Torino in una serie di iniziative di ricerca mirate, fatte di accertamenti, controlli incrociati e monitoraggi sul territorio. Gli investigatori hanno avviato pedinamenti e appostamenti, seguendo con discrezione i movimenti dell’uomo fino ad avere la certezza definitiva della sua identità.
Il blitz è scattato nel pomeriggio del 30 dicembre, quando il ricercato è stato bloccato nel parcheggio di un supermercato a Cuorgnè, in provincia di Torino. Un luogo apparentemente anonimo, lontano dai grandi centri, dove l’uomo aveva cercato di costruirsi una nuova quotidianità, convinto forse di essere ormai al riparo dalle richieste della giustizia brasiliana.
Dopo l’arresto, il quarantunenne è stato accompagnato nel carcere di Ivrea, dove si trova a disposizione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Torino, competente per la procedura estradizionale verso il Brasile. L’Autorità giudiziaria italiana ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere, in attesa delle decisioni sul trasferimento nel Paese di origine per l’esecuzione della pena.
L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella cooperazione internazionale contro i reati più gravi, in particolare quelli che colpiscono minori e soggetti vulnerabili. Reati che spesso si consumano nel silenzio, in contesti domestici, e che emergono solo dopo anni grazie al coraggio delle vittime o dei loro familiari.
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