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La Voce degli Animali
23 Febbraio 2026 - 14:28
La Commissione europea finisce sotto pressione pubblica dopo aver mancato la promessa riforma sul benessere degli animali annunciata negli anni scorsi. Questa mattina a Bruxelles gli attivisti di Animal Equality hanno organizzato un’azione di forte impatto davanti alla sede centrale dell’esecutivo Ue per denunciare la realtà degli animali ancora confinati in gabbia in tutta Europa.
L’iniziativa rientra nella campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, che accusa la Commissione di continua inazione nonostante gli impegni assunti per porre fine all’uso delle gabbie e le ripetute dichiarazioni sull’urgenza di fermare l’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova.
Davanti al palazzo della Commissione sono state installate gabbie di gestazione per scrofe, è stato esposto uno striscione di dieci metri e, attraverso un impianto sonoro, sono state riprodotte le grida degli animali confinati. Un messaggio diretto ai decisori politici: la sofferenza degli animali non può essere ignorata e i ritardi hanno conseguenze concrete.
La protesta punta il dito contro il fallimento dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, chiamando in causa il commissario per la Salute e il benessere degli animali Olivér Várhelyi, incaricato di presentare la riforma legislativa, e il commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione Christophe Hansen, il cui ruolo è considerato decisivo nel definire portata, calendario e ambizione delle modifiche che coinvolgono il settore zootecnico.
Secondo gli attivisti, la Commissione aveva assunto impegni chiari nell’ambito della strategia “Farm to Fork” e dopo l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, promettendo una revisione della legislazione sul benessere animale con l’eliminazione graduale delle gabbie e un intervento vincolante contro l’uccisione dei pulcini maschi. Tuttavia, la proposta legislativa è stata più volte rinviata, alimentando il timore che la riforma possa essere sostituita da strategie non legislative, lasciando gli animali senza tutele effettive.
L’azione di Bruxelles segna l’avvio di una fase di intensificazione della campagna, in vista della revisione legislativa prevista per il 2026. Animal Equality ha inviato una lettera aperta alla Commissione chiedendo di porre fine all’uso delle gabbie in tutta l’Unione senza eccezioni, vietare esplicitamente l’uccisione dei pulcini maschi e presentare una revisione completa e vincolante della normativa sul benessere animale nel 2026.
Secondo l’organizzazione, questi mesi saranno decisivi per evitare che la futura legislazione venga svuotata da ritardi, eccezioni o misure non vincolanti.
«Non si tratta di una richiesta da prendere in considerazione in futuro. È una richiesta di responsabilità politica. L'Unione europea deve scegliere ora: difendere gli animali e rispettare i suoi cittadini, o tradire entrambi continuando ancora una volta a non agire», afferma Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality for Europe.








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