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Cronaca

Capodanno di tensione a Torino: Street Parade di Askatasuna, quattro carabinieri feriti

La manifestazione antagonista si è conclusa all’alba dopo una notte di musica e rivendicazioni nel quartiere Vanchiglia. Circa duemila in strada, momenti di attrito con le forze dell’ordine ma nessuno scontro generalizzato

Capodanno di tensione a Torino: Street Parade di Askatasuna, quattro carabinieri feriti

Capodanno di tensione a Torino: Street Parade di Askatasuna, quattro carabinieri feriti

La notte di Capodanno a Torino si chiude con la musica che si spegne all’alba e con un bilancio ormai definito. La Street Parade promossa dall’area antagonista legata al centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso 18 dicembre, ha portato in strada circa duemila persone e si è conclusa senza scontri generalizzati, ma non senza tensioni. Quattro carabinieri sono rimasti feriti in modo lieve nel corso del servizio di ordine pubblico, colpiti dal lancio di petardi e fuochi d’artificio da parte di alcuni manifestanti.

La manifestazione ha attraversato la città per tutta la notte, trasformando le vie del quartiere Vanchiglia e le zone limitrofe in una discoteca a cielo aperto. In testa al corteo un furgone con potenti impianti audio ha scandito il ritmo della marcia, seguito da un lungo serpentone di persone tra musica techno, cori, balli e striscioni. Un format ormai collaudato dall’area antagonista, che sceglie il linguaggio della festa itinerante per rendere visibile una rivendicazione politica precisa.

Al centro della protesta, infatti, c’era la richiesta di “liberare Vanchiglia dalla militarizzazione”, espressione con cui gli organizzatori hanno denunciato la presenza costante delle forze dell’ordine nel quartiere dopo lo sgombero della storica sede di Askatasuna in corso Regina Margherita 47. Lo sgombero, avvenuto poco prima di Natale, ha riaperto una frattura che attraversa Torino da anni: quella sul destino degli spazi sociali autogestiti, sulla gestione dell’ordine pubblico e sul confine tra sicurezza e controllo del territorio.

La Street Parade si inserisce in questo contesto come risposta simbolica e politica. Non un corteo tradizionale, ma una “camminata” sonora che occupa lo spazio urbano e lo riempie di musica, con l’obiettivo dichiarato di dimostrare che la comunità di Askatasuna esiste ancora, anche senza una sede fisica. Un messaggio rivolto tanto alle istituzioni quanto alla città, in una notte – quella di Capodanno – già carica di significati e di presenze.

La serata si è aperta tra musica e fuochi d’artificio, in un clima inizialmente festoso. Con il passare delle ore, però, la tensione è salita in alcuni punti del percorso. In particolare, quando il corteo si è avvicinato alle aree maggiormente presidiate, si sono registrati lanci di petardi e fuochi artificiali verso le forze dell’ordine. La risposta è arrivata con l’uso di lacrimogeni e idranti, strumenti impiegati per disperdere i gruppi più agitati e mantenere la distanza di sicurezza.

Episodi circoscritti, che non hanno però fatto degenerare la situazione come si temeva alla vigilia, anche alla luce di precedenti manifestazioni finite con scontri più duri. Il dispositivo di sicurezza ha retto e il corteo ha proseguito il suo percorso fino al campus Einaudi, dove molti partecipanti si sono fermati per continuare la notte tra musica e balli fino all’alba.

Il bilancio finale, una volta archiviata la manifestazione, parla dunque di quattro carabinieri feriti in modo lieve e di nessun altro incidente grave segnalato. Un dato che conferma come la tensione sia rimasta entro limiti contenuti, pur in una cornice di allerta elevata e di nervi scoperti.

Quello che resta, oltre alla cronaca, è una fotografia politica e urbana. Da una parte una città che, nella notte di Capodanno, prova a celebrare e a divertirsi; dall’altra una protesta che sceglie proprio quella notte per riaffermare la propria presenza e contestare le scelte delle istituzioni. In mezzo, un quartiere – Vanchiglia – diventato simbolo di una contrapposizione più ampia sul modello di convivenza urbana, sulla gestione del dissenso e sull’uso della forza pubblica.

La Street Parade si è conclusa, le casse si sono spente e le strade sono tornate alla normalità. Ma il nodo politico aperto dallo sgombero di Askatasuna resta tutto sul tavolo. La notte di Capodanno, più che una parentesi, ha segnato un nuovo capitolo di una storia che Torino conosce bene e che, a giudicare dai segnali arrivati dalla piazza, è tutt’altro che chiusa.

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