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Cronaca
26 Dicembre 2025 - 11:34
Addio a Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato. Aveva 100 anni
È morta a cent’anni Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato Gianni Agnelli, di Umberto e di Susanna Agnelli. Si è spenta nella sua tenuta di Torrimpietra, nell’Agro romano, dove viveva da anni, lontana dai riflettori ma non dalla vita pubblica. Con lei scompare una delle ultime testimoni dirette di un secolo di storia italiana osservato dall’interno di una delle famiglie che più di ogni altra ne hanno accompagnato, influenzato e talvolta incarnato le trasformazioni.
Nata il 9 agosto 1925 a Villar Perosa, da Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, Maria Sole apparteneva a quella generazione cresciuta tra due guerre mondiali, la fine dell’Italia liberale, il fascismo, la ricostruzione e il miracolo economico. Terzogenita di sette fratelli, era più grande di quattro anni dell’Avvocato, con il quale ha mantenuto per tutta la vita un rapporto stretto, fatto di confidenze, confronto e fiducia reciproca. Meno esposta di Gianni, meno mondana di Susanna, meno incline al ruolo pubblico rispetto ad altri membri della famiglia, ha scelto una presenza defilata ma continua, capace di incidere senza mai cercare il centro della scena.
La sua vita privata si è intrecciata presto con quella pubblica. Nel 1953 sposò il conte Ranieri Campello della Spina, da cui ebbe quattro figli – Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino – condividendo con lui anche l’esperienza amministrativa a Campello sul Clitunno, in Umbria. Rimasta vedova, si risposò con il conte Pio Teodorani Fabbri, dal quale nacque il figlio Eduardo. Era il 1960, lo stesso anno in cui iniziò la sua esperienza più originale e forse meno raccontata: quella di sindaca.
Maria Sole Agnelli fu eletta alla guida di Campello sul Clitunno con un consenso quasi unanime – 850 voti su 1.200 elettori – senza comizi, senza campagne elettorali, alla testa della civica “Lista del Tempietto”, di ispirazione liberale. Un’elezione che dice molto del clima di fiducia personale di cui godeva e di un modo di intendere la politica come servizio, in un’epoca in cui la presenza femminile nelle istituzioni locali era ancora un’eccezione. Per dieci anni, fino al 1970, amministrò il Comune lasciando un segno concreto e duraturo.
A lei risalgono la realizzazione delle scuole pubbliche del paese, il completamento di progetti avviati dal marito, nuove infrastrutture viarie come la strada di Perpettino, l’istituzione delle casse popolari, l’insediamento di attività produttive che avrebbero contribuito allo sviluppo economico del territorio. Un’azione amministrativa pragmatica, silenziosa, ma capace di imprimere a Campello una visione moderna, come hanno ricordato negli anni successivi anche ex amministratori locali. Un impegno che le valse il riconoscimento di “grande benefattrice” del territorio e il ricordo di una donna attenta ai più deboli, lontana da ogni esercizio formale del potere.
Parallelamente, Maria Sole Agnelli ha rappresentato per decenni uno dei pilastri della dimensione culturale della famiglia. Per quattordici anni, fino al 2018, ha presieduto la Fondazione Agnelli, contribuendo a rafforzarne il ruolo nel campo dell’istruzione, della ricerca e dell’analisi sociale. Sotto la sua guida, la Fondazione ha consolidato il proprio profilo come luogo di elaborazione, riflessione e proposta, soprattutto sui temi della scuola italiana, lontano dalle logiche industriali ma centrale nel dibattito pubblico.
Accanto a questo, non ha mai abbandonato una delle passioni che più l’hanno accompagnata: l’equitazione. Nel Dopoguerra la sua scuderia è stata tra le più celebri in Italia, riconosciuta anche a livello internazionale. Il purosangue Woodland ha portato il nome di Maria Sole Agnelli e di Campello sul podio olimpico, conquistando la medaglia d’argento ai Giochi di Monaco del 1972. Un risultato che racconta una passione vissuta con rigore e competenza, non come semplice simbolo di status.
Negli ultimi anni aveva scelto di vivere nella tenuta di Castel Lombardo, a Torrimpietra, dove aveva creato un’azienda agricola e si era battuta con determinazione contro la realizzazione di una discarica, poi mai costruita. Anche qui, ancora una volta, aveva scelto di intervenire senza clamore, difendendo il territorio in cui viveva. Nel gennaio scorso era stata vittima di una rapina notturna nella sua villa: una banda portò via una cassaforte con gioielli e orologi di valore, mentre lei dormiva, ignara di tutto.
I funerali si terranno lunedì mattina a Palidoro, nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Con la sua morte si chiude uno dei capitoli meno rumorosi ma più solidi della storia degli Agnelli. Una figura che ha attraversato il secolo senza mai volerlo rappresentare, ma contribuendo a plasmarlo nei luoghi dove le decisioni contano davvero: i Comuni, le fondazioni, la cultura, le comunità locali. Dove il potere non si esibisce, ma si misura nel tempo.


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