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Cronaca
25 Novembre 2025 - 18:22
Rivarolo Canavese, schianto in via Rivarossa: due morti e una ragazza gravissima (foto di repertorio)
La tragedia si è consumata a Rivarolo Canavese, in via Rivarossa, nel tardo pomeriggio di martedì 25 novembre 2025, trasformando una normale giornata d’autunno in una scena di devastazione e angoscia. Una Ford Fusion diretta verso la frazione Argentera è uscita improvvisamente di strada poco prima del bivio per la frazione, finendo nel fosso laterale, urtando una paratoia e trascinando con sé terra, acqua e detriti lungo un percorso di oltre cinquanta metri. La corsa impazzita si è conclusa contro un ponticello in cemento che sovrasta una roggia agricola, dove l’auto si è accartocciata, riducendosi a una carcassa contorta che racconta da sola la violenza dell’impatto.
L’allarme è scattato poco prima delle 17. A sentirlo sono stati alcuni residenti di un cascinale non lontano dal punto dello schianto: il boato è stato talmente forte da far immaginare subito qualcosa di grave. La strada su cui è avvenuto l’incidente è un tratto di rettilineo stretto, una vecchia via di collegamento tra Rivarolo e Rivarossa, utilizzata oggi soprattutto dai mezzi agricoli. Non risultano coinvolti altri veicoli: tutto lascia pensare a una perdita di controllo improvvisa, forse favorita dalla conformazione della strada stessa.
A bordo della vettura c’erano tre giovani: Alex Bellin, 27 anni, di Valperga; Salvatore Sorrentino, poco più che ventenne, residente a Busano; e Michela Galletto, classe 2003, di Avigliana. Secondo le prime ricostruzioni, Bellin si trovava alla guida, Galletto sedeva sul sedile anteriore lato passeggero e Sorrentino era sul sedile posteriore, probabilmente in posizione centrale. Quando i vigili del fuoco dei distaccamenti di Rivarolo, Bosconero e Ivrea sono arrivati, insieme al personale sanitario del 118 e all’elicottero Drago atterrato in un prato vicino, i tre erano tutti incastrati tra le lamiere. Per due di loro non c’era più nulla da fare: l’impatto contro la struttura in cemento era stato talmente violento da rendere impossibile qualsiasi manovra di rianimazione. Il medico del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso una volta estratti dall’abitacolo.
La terza occupante, Michela Galletto, era viva ma gravemente ferita e bloccata tra i resti della vettura. I pompieri hanno impiegato diversi minuti per liberarla in condizioni estremamente delicate, mentre i sanitari preparavano la barella e le attrezzature di stabilizzazione. Una volta estratta, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale di Ciriè. Dai primi accertamenti, pur avendo riportato traumi significativi, non sarebbe in pericolo di vita.

Alex Bellin

Salvatore Sorrentino
Le due vittime erano molto conosciute nella zona. Alex Bellin aveva costruito un percorso professionale intenso nel mondo della ristorazione: aveva lavorato in locali come L’Officina della Pizza , La Pecora Nera e l’Osteria del Soledi Valperga. Aveva ricoperto il ruolo di Head Chef presso “Ciao Belli” a Minorca, e da qualche tempo era titolare di un locale a Favria.
La sua presenza nella vita sociale e lavorativa del territorio era rilevante, così come quella di Salvatore Sorrentino, originario di Busano, noto anche per un episodio del 2024: la sua improvvisa scomparsa, avvenuta nell’aprile di quell’anno, aveva mobilitato parenti e amici che avevano diffuso un appello pubblico, e il giovane era stato ritrovato a Torino pochi giorni dopo, sano e salvo. Un ricordo ancora vivo nella comunità, ora nuovamente colpita da un dolore molto più grande.
Un paio d’ore dopo la tragedia, i genitori di entrambi i ragazzi hanno raggiunto il luogo dell’incidente, avvisati dal rapido passaparola che si è diffuso sui social e nelle chat locali. La loro presenza, discreta e straziata, ha aggiunto ulteriore drammaticità a un evento già profondamente doloroso. Accanto ai mezzi di soccorso, alle luci intermittenti e ai tecnici al lavoro, la loro incredulità si è confusa con il silenzio pesante che spesso accompagna questi momenti.
La dinamica del sinistro è ora al vaglio dei carabinieri della stazione di Rivarolo Canavese, che stanno ricostruendo metro per metro ciò che è accaduto su quel tratto di strada agricola, una lingua d’asfalto stretta e isolata, oggi trasformata in un punto di lacerazione collettiva. La vettura è stata rimossa solo dopo un lungo intervento, e l’area è rimasta chiusa per oltre un’ora per consentire i rilievi tecnici, necessari a capire cosa abbia portato un’auto a percorrere decine di metri nel fosso prima del fatale impatto.
Le luci dei soccorritori, la paratoia danneggiata, il fosso scavato dalla carambola e la carcassa accartocciata della Ford Fusion hanno segnato a lungo la scena, mentre la sera avanzava e il rumore dei mezzi si affievoliva. In quel punto di campagna, apparentemente anonimo, la vita di due giovani si è spezzata in un istante, lasciando un dolore profondo che accompagna tre famiglie e un intero territorio.
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