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Cronaca
01 Novembre 2025 - 21:21
Carabinieri (foto di repertorio)
Un vaso portafiori trasformato in nascondiglio per un “panetto” di hashish: l’espediente, tanto insolito quanto maldestro, non ha retto al controllo dei Carabinieri. È da questo dettaglio che prende forma un’operazione mirata, culminata con una denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio a carico di una donna residente nel Vercellese.
Il controllo è scattato nel pomeriggio di martedì 29 ottobre, durante un servizio mirato al contrasto dello spaccio di droga condotto dai militari della Stazione di Cigliano. L’auto condotta dalla donna, senza occupazione stabile e già nota alle forze dell’ordine, è stata fermata e sottoposta a perquisizione. All’interno di un vaso portafiori, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 100 grammi di hashish, accuratamente celati ma non sufficienti a sfuggire all’ispezione.
La successiva perquisizione domiciliare ha aggiunto altri tasselli al quadro investigativo: in casa della donna sono stati trovati ulteriori 15 grammi della stessa sostanza, una bilancia di precisione e 250 euro in contanti, ritenuti al momento provento dell’attività di spaccio. Oltre alla droga e al denaro, i militari hanno posto sotto sequestro anche il telefono cellulare, ritenuto utile per approfondire la rete di contatti e gli eventuali canali di approvvigionamento.
Sulla scorta degli elementi raccolti — quantità di stupefacente, presenza del bilancino e denaro contante — l’ipotesi contestata è la detenzione ai fini di spaccio. Le indagini proseguono per ricostruire l’origine dello stupefacente e gli eventuali destinatari. Dell’operazione sono state informate sia l’autorità giudiziaria sia quella amministrativa, come previsto dalla prassi. Si ricorda che la persona è da ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva.
Il caso si inserisce nei servizi mirati dei Carabinieri contro lo smercio di stupefacenti sul territorio vercellese: interventi rapidi, controlli dinamici su strada e approfondimenti a domicilio che, quando convergono, consentono di intercettare flussi di droga e strumenti idonei allo smercio. Un presidio costante che, oltre al risultato immediato del sequestro, mira a disarticolare condotte e abitudini di spaccio radicate.

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