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Cronaca
14 Febbraio 2023 - 12:40
Baby gang (archivio)
Non c'è solo l'aggressione al papà intervenuto per difendere il figlio alle giostre di piazza d'Armi nelle cronache sulle azioni delle baby gang che arrivano da Chivasso.
I carabinieri, che hanno denunciato tre 14enni coinvolti venerdì sera nel pestaggio di Marco Pederiva, 48 anni, di Castelrosso, accusati di lesioni e rapina, stanno indagando anche su un altro, inquietante, episodio che ha come protagonista un'azione di gruppo.
E' quello avvenuto in via Siccardi, nei pressi dell'incrocio con via Demetrio Cosola e poco distante dal comando di Polizia Municipale, martedì 7 febbraio intorno alle ore 18.30.
L'aggressione è avvenuta in via Siccardi all'angolo con via Demetrio Cosola
Un gruppetto di ragazzini, dopo un litigio, s'è scagliato contro un 14enne di nazionalità moldava.
Il giovane, preso a calci e pugni, ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, da cui è stato dimesso con 15 giorni di prognosi.
I carabinieri agli ordini del capitano Urbano Marrese stanno indagando anche su questo episodio: è probabile che alcuni degli autori di questa aggressione siano gli stessi di quella di pochi giorni dopo in piazza d'Armi.
L'attività delle forze dell'ordine comunque procede: la baby gang è ben più numerosa dei tre responsabili dell'aggressione a Pederiva che, al momento, sono stati denunciati.
In una intervista, Pederiva ha raccontato ai nostri microfoni gli attimi concitati vissuti venerdì.
Era arrivato in piazza per portare a casa suo figlio, 13 anni, e l’amico di 14 che avevano trascorso un pomeriggio tra le giostre del Carnevale.
“Appena ho parcheggio - racconta il castelrossese -. Mio figlio mi è venuto incontro dicendomi che era stato derubato dei pochi spiccioli che aveva con sè. Mi ha indicato il punto in cui è stato derubato e chi gli aveva preso quei soldi. Mi sono avvicinato a quel ragazzino chiedendogli spiegazioni e in un attimo mi sono ritrovato accerchiato da altri dieci, che avranno avuto tra i 14 e i 16 anni”.
L'uomo non si scompone nel ricostruire la vicenda: “Mi hanno preso per il cappuccio della giacca e mi hanno buttato a terra. Da lì in poi mi hanno caricato di pugni, calci, dicendomi parole non gradevoli. Non è intervenuto nessuno, fino a quando due giostrai hanno visto la scena e sono corsi contro i ragazzi per farli scappare. In poco tempo, sono scappati tutti”.
In soccorso del castelrossese è intervenuto anche Francesco Franco, 45 anni, padre del ragazzo che era con il figlio della vittima dell’aggressione.

Marco Pederiva quando è stato dimesso venerdì sera dal Pronto Soccorso
“Mi ha chiamato mio figlio: papà, vieni presto! Sono salito in macchina e sono subito arrivato a Chivasso - racconta Francesco Franco - Marco aveva un occhio gonfio e pieno di sangue. Gli ho pulito gli occhiali, l’ho aiutato a sistemarsi. Il giorno dopo siamo andati entrambi in caserma a sporgere denuncia contro ignoti. E’ mai possibile che a Chivasso si debba aver paura a lasciar uscire di casa i propri figli? Il mio ragazzo è spaventato ancora oggi”.
“La sera sono andato in ospedale - continua la vittima della brutale aggressione della baby gang -. Mi hanno medicato con quattro, cinque punti di sutura sulla palpebra dell’occhio sinistro e dimesso con quindici giorni di prognosi. Mio figlio venerdì era molto spaventato: uno deve venire alle giostre per divertirsi, non per vedere il papà picchiato da un gruppo di ragazzini”.
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