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CHIVASSO. "Danno erariale" e "criticità": scontro tra sindaci all'assemblea del Ciss

Chivasso

La sede del Ciss, a Chivasso

Due delibere del Ciss, il Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali, agitano la politica chivassese. 

Si tratta di due delibere approvate dalla maggioranza del Cda del Consorzio (erano assenti i consiglieri Giulia Andries e Aldo Ravaglia), presieduto dal medico Antonio Barillà. In una viene revocato l’avviso pubblico per la formazione di un elenco di candidati idonei a ricoprire l’incarico di direttore generale del Ciss. 

Nell’altra viene prorogato fino al 31 dicembre l’incarico alla dirigente Graziella Benvenuti, direttore pro tempore del Consorzio in sostituzione di Bruna Marino, che ha lasciato la guida dell’ente a maggio.

Le due delibere sono state portate all’attenzione dell’assemblea dei sindaci la scorsa settimana: in pratica, l’assemblea avrebbe dovuto votare la presa d’atto delle due delibere e il rinnovo della convenzione con il Comune di Caluso, dove la dirigente Benvenuti è dipendente. 

Almeno, così chiedeva il Consiglio guidato da Barillà, sostenuto dall’amministrazione chivassese del sindaco Claudio Castello e, tra gli altri, da quella brandizzese di Paolo Bodoni.

Di traverso si sono però messi i sindaci della collina, con in testa la laurianese Matilde Casa e il sansebastianese Beppe Bava, a cui si sono accodati poi nel dibatitto il cavagnolese Andrea Gavazza, il brusaschese Giulio Bosso e via via tutti gli altri.

Motivo dello “scontro”, il testo delle due delibere. O meglio, alcune frasi contenute nei due documenti. 

La prima frase è quella contenuta nella delibera n. 29 dove si mette nero su bianco il fatto che la dirigente Benvenuti è stata in grado di “far emergere numerose criticità nella gestione amministrativa del consorzio Ciss di Chivasso”.

A quali criticità si fa riferimento? 

La seconda è una frase contenuta nella delibera n. 30 - quella della revoca dell’avviso di selezione pubblica, tra l’altro indetto dallo stesso cda - che ha fatto drizzare le antenne ai sindaci collinari. 

Tra le varie statuizioni approvate dal cda del Consorzio, c’è infatti la considerazione che “[...] nel corso dello svolgimento del proprio incarico la dottoressa Benvenuti in accordo con questo Consiglio di Amministrazione ha avviato le seguenti attività finalizzate a migliorare l’efficienza dei servizi erogati dall’ente [...]”. In ambito dei servizi amministrativi resi in questi mesi, si legge nella delibera, ci sarebbe la “gestione di contenziosi irrisolti da anni e dalla cui mancata tempestiva soluzione potrebbe derivare un danno erariale all’Ente”.

Queste le motivazioni per cui il cda avrebbe richiesto una proroga dell’incarico a Benvenuti e un nuovo e più approfondito avviso di selezione di candidature. 

Alla parola “danno erariale”, però, i sindaci collinari hanno drizzato le orecchie e chiesto spiegazioni.

Interrogativi che hanno animato il dibattito e che hanno portato l’assemblea dei sindaci a votare il rinnovo della convenzione con Caluso ma non la presa d’atto delle statuizioni delle due delibere.

Se si parla di danno erariale e si muovono delle accuse così pesanti, perché non ci si rivolge alla Corte dei Conti?”, è il pensiero dei sindaci della collina presenti in assemblea.

Un fronte, quello dei primi cittadini collinari - tra l’altro trasversale - che è parso come un gesto di sfiducia nei confronti del cda del Ciss e che ha fatto arrabbiare il sindaco di Chivasso Claudio Castello che - ad assemblea finita - avrebbe battuto i pugni sul tavolo e si sarebbe messo a sbraitare di presunte trame e complotti dei sindaci della collina contro la sua amministrazione. Sarà. 

Intanto resta da chiarire: a quali criticità e di quale danno erariale si fa riferimento nelle due delibere del Ciss?

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