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06 Luglio 2021 - 15:25
DOMENICO BARENGO assessore al Verde Pubblico nella Giunta di Claudio Castello
CHIVASSO. Una recente determina conferma la difficoltà di comprendere come funziona la gestione del verde pubblico e come vengono decise le relative spese che il Comune si sobbarca.
Forse la colpa è nostra, che non siamo esperti in materia: perciò saremmo grati al Comune se volesse aiutarci e capire.
Pochi giorni fa nell’albo pretorio informatico il Comune ha pubblicato la determina n. 417 del 28 giugno 2021. Oggetto: “Servizio di POTATURA di alberate comunale – Approvazione lavorazioni supplementari”. Lavori affidati a Euroverde Giardini di Cocconato. Spesa complessiva di 11.690 euro.
Dunque, stando alle parole dell’”oggetto”, si tratterebbe di lavori di “potatura” di alberate: ma nel testo della determina i lavori sono denominati non come potatura ma come “spalcatura”. E la “spalcatura”, così ci risulta, è un intervento diverso dalla potatura. Tant’è vero che, nel capitolo delle lavorazioni a misura, il capitolato dell’appaltone triennale 2020-2023 della gestione di tutto il verde comunale, affidato a Maves e Geoverde, distingue la “potatura alberi” dalle “spalcature erboree”.
Inoltre la determina non indica i luoghi della città (vie, piazze, strade) dove bisogna eseguire i lavori.
La determina spiega le ragioni per le quali si rendono necessari questi interventi, ma non i luoghi. Scrive l’estensore che i mesi di aprile e maggio sono stati caratterizzati da una marcata instabilità (piogge e temporali). Piogge e temporali che hanno favorito una ripresa vegetativa intensa di diverse specie erboree presenti sul territorio comunale “insistenti in particolare modo lungo i camminamenti e marciapiedi”, tali “da rendere inderogabile l’esecuzione di una serie di interventi mirati alla spalcatura verticale degli alberi in modo da garantire un transito agevole e sicuro dei pedoni”.
Dunque spalcature e non potature. E dove? Non lo sappiamo.
Come si legge nell’oggetto e nel testo, questo nuova spesa di 11.690 euro riguarda “lavori supplementari” di un precedente affidamento alla stessa ditta. Si tratta di un progetto approvato negli ultimi giorni dell’anno scorso. Con delibera n. 258 del 29.12.2020, la giunta comunale aveva infatti approvato il progetto definitivo ed esecutivo “per potature alberate del territorio comunale” per 74.031 euro di spesa. Progetto elaborato dal Servizio Lavori pubblici del Comune. Il mese dopo una determina affida i lavori alla Euroverde Giardini di Cocconato.
Nel progetto questa delibera di giunta del dicembre 2020 si parla effettivamente di potature. La relazione tecnica precisa che si tratta di “potature di formazione e risanamento”. La potatura di “formazione” è quella eseguita su piante giovani per guidarne uno sviluppo conforme all’ambiente circostante. La potatura di “risanamento” consiste nel taglio di rami compromessi da carie, funghi, lesioni meccanica e altro. Qui la relazione elenca con precisione i luoghi delle potature da effettuare: Movicentro, parco Tazzetti, scuola Blatta, area verde via Clara, Mauriziano, Bricel, via Paleologi, via Druetti, ecc.
Ora, questa delibera di giunta di dicembre 2020 aveva approvato un progetto inequivocabilmente di “potatura”. Ma la determina di “lavori supplementari” del giugno affida dei lavori, altrettanto inequivocabilmente, di “spalcatura”. È un intervento diverso dalla potatura: quindi non avrebbe dovuto venire assegnato con una delibera o determina autonoma, indipendente, distinta da quella delle potature approvate a dicembre? E con una nuova procedura di scelta della ditta? Perché il Comune lo considera una sorta di prolungamento (“lavorazioni supplementari”) di quella di dicembre e conferisce il lavoro alla stessa azienda?
Viene da chiedersi: come vengono decise queste “integrazioni” di affidamenti precedenti? Sono gli addetti del Comune che scoprono la crescita anomale di rami in qualche parte della città e propongono alla stessa ditta di intervenire anche lì? Oppure è un rappresentante della ditta che va in Comune e più o meno fa questo discorso: “Ci siamo accorti che in città, a causa delle piogge di marzo e aprile, sono spuntati rami pericolosi per i passanti: se volete, in cambio di tot euro, provvediamo noi”.
A quel punto cosa fa il Comune? Gli uffici preposti hanno tempo e personale per andare a verificare di persona? Oppure la carenza di risorse li costringe ad affidarsi in qualche modo al privato?
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