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Intervista ad Alberto Alma, presidente Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea

Intervista ad Alberto Alma, presidente Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea

Alma Alberto

In quali giorni del 2014 si terrà la battaglia delle arance?  Il Carnevale di Ivrea del 2014 vivrà le sue giornate più importanti durante il primo week-end di marzo. La battaglia avrà luogo nelle giornate di domenica 2, lunedì 3 e martedì 4 marzo  a partire dalle ore 14.00.   Quali altri eventi si terranno nel corso di quei giorni? (parate in costume, cerimonia di apertura e/o chiusura ecc.) Il Carnevale vive sull’alternanza delle sue due “anime”, quella storica – aulica, improntata sulle manifestazioni storico/rievocative e quella “moderna” - popolare e spettacolare affidata alla battaglia delle arance. La parte storica a sua volta riassume gesti e figure molto antiche, risalenti ai Carnevali “rionali” del Seicento /Settecento, che convivono con gli elementi più recenti, chiaramente riferibili all’età Napoleonica, introdotti e codificati all’inizio dell’ottocento (quando Ivrea era “occupata” dai Francesi), tutti rappresentati nel Corteo Storico,detto anche “Marcia” in riferimento alla sua configurazione “militaresca”. La battaglia si svolge nelle piazze del centro storico della Città, che sono anche interessate dal passaggio del Corteo, composto dai personaggi storici che impersonano i ruoli chiave dal punto di vista rievocativo e dal loro seguito. Il Carnevale è in realtà una grande Festa Civica durante la quale la comunità di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione, ricordando un episodio di affrancamento dalla tirannide che si fa risalire al medioevo: un barone che affamava la Città venne scacciato grazie alla ribellione della figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo jus primae noctis e che accese la rivolta popolare. E’ proprio questo che si rievoca nella battaglia delle arance: il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi sprovvisti di qualsiasi protezione, combatte a colpi di arance contro le armate del Feudatario, rappresentate dai tiratori sui carri, trainati da cavalli, che indossano protezioni e maschere che ricordano le  antiche armature. La giovane ribelle - che a tutti gli effetti è l’eroina della festa - è impersonata dalla Mugnaia, la figura più importante del Carnevale, omaggiata ed applaudita in tutta la città mentre transita sul suo carro dorato inghirlandato, dispensando fiori, caramelle e soprattutto sorrisi. Al fianco della Mugnaia troviamo il Generale, che fin dai primi anni dell’800 ha il compito di garantire un corretto svolgimento della manifestazione, unitamente al suo Stato Maggiore composto da valenti Ufficiali a cavallo e graziose Vivandiere, tutti preceduti dai Pifferi e Tamburi che scandiscono il procedere della Corteo con le loro marce e pifferate. In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini (ma “l’obbligo” vale anche per i forestieri…) scendono in strada indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza che rappresenta l’adesione ideale alla rivolta e quindi l’aspirazione alla libertà, come fu per i protagonisti della Rivoluzione Francese. Perché le arance? Il discorso si fa complicato, la spiegazione va ricercata nella storia stessa del Carnevale: nell’800 quando la festa aveva una configurazione più “borghese” le arance - un frutto “esotico” non comune ad Ivrea in quei tempi - venivano usate come segno di omaggio e lanciate garbatamente durante il  Corso di Gala delle “vetture” (carrozze inghirlandate), dei carri allegorici delle maschere. Da lì a farli diventare i proiettili della battaglia il passo fu breve.   La battaglia delle arance La battaglia delle arance si svolge con le consuete modalità: 9 squadre a piedi dislocate nelle varie piazze della Città contro 45 carri (che ospitano in media 10 tiratori) che passando a turno per le piazze danno vita alla Battaglia. Le squadre hanno nomi di fantasia, non per forza direttamente ascrivibili alle vicende del Carnevale: Picche, Morte, Scacchi, Tuchini del Borghetto, Scorpioni d’Arduino, Pantere nere, Diavoli, Mercenari, Credendari, mentre i carri, denominati “pariglie” (tiro a due cavalli) o “quadriglie” (tiro a quattro cavalli), hanno nomi che riconducono al “potere costituito” verso il quale si scatena la rivolta (I Conti di San Lorenzo, I Paladini di Via Palma, gli Arceri, I Seguaci del Tiranno e così via). La battaglia vive su regole cavalleresche non scritte condivise da tutti i partecipanti, che garantiscono l’incolumità generale (a parte qualche inevitabile occhio nero), e mantengono il confronto sul livello di una vera e propria sfida “sportiva” nella quale alla fine chi è più bravo (e tira più arance con maggior intensità) vince.   Le arance Le arance provengono prevalentemente dalla Sicilia e dalla Calabria. Le squadre e i carri provvedono autonomamente all’acquisto dai loro fornitori di fiducia che le fanno arrivare a Ivrea e le consegnano nelle rispettive piazze nei giorni del tiro. Le arance, che sono di qualità scadente sotto il profilo alimentare, in alcuni casi vengono coltivate appositamente e sono “calibrate” cioè selezionate per avere una dimensione idonea all’uso, cioè non troppo grandi (e quindi scomode da maneggiare e pesanti da tirare) né troppo piccole (inefficaci e poco redditizie). In totale vengono acquistati e tirati circa 6.000 quintali di arance.   Quanti spettatori e partecipanti alla battaglia ci sono stati la scorsa edizione e quanti pensate ce ne saranno nel 2014? I partecipanti diretti alla Battaglia delle Arance sono circa 4.500. La scorsa edizione ci sono stati circa 100.000 spettatori nelle tre giornate di Carnevale. Nel 2014 ce ne aspettiamo almeno altrettanti.   Chi sono gli aranceri? Chiunque può iscriversi facilmente ad una squadra a piedi per partecipare alla Battaglia vestendone la casacca (composta da una camicia di tela con una tasca frontale a marsupio per contenere le arance e da un paio di calzoni sempre in tela), mentre salire sui carri  è un po’ più difficile a causa del minor numero di posti disponibili e dei costi decisamente più sostenuti. E’ possibile rivolgersi direttamente alle Squadre di aranceri, sul sito ci sono tutti i riferimenti. La grande maggioranza dei tiratori proviene da Ivrea e dai paesi dell’immediato circondario; a questi si aggiunge una modesta quota di affezionati che risiedono in altre regioni d’Italia e che a Carnevale puntualmente rientrano per la Battaglia.   Come è accolto quest’evento dai cittadini di Ivrea? Il Carnevale suscita negli Eporediesi (gli abitanti di Ivrea, l’antica “Eporedia” già luogo di cavalli nell’Età Romana) sentimenti contrastanti: c’è chi lo ama spassionatamente e non può perderne nemmeno un attimo, e chi lo detesta a causa della sua “invadenza”. Di fatto la città si ferma in tutte le sue funzioni, per tre giorni, senza contare che chi vive nei luoghi della battaglia è costretto ad allestire le opportune protezioni a difesa delle vetrine, insegne, finestre e facciate, bersagliate dai “proiettili vaganti”. Sta di fatto però che il Carnevale si svolge regolarmente da secoli e la battaglia ha luogo quasi ininterrottamente in forma organizzata dai primi anni ’40, a testimonianza del fatto che alla fine conta di più l’opinione di chi lo ama, e si può dire senza tema di essere smentiti che in ogni famiglia di Ivrea c’è almeno un tiratore.   Quanto costa partecipare all’evento? Iscriversi in una squadra per i tre giorni di tiro costa in media 100,00 euro. In questa quota sono comprese le arance da tirare, le “merende”, la partecipazione alle feste della squadra. Occorre aggiungere circa altri 80/100 euro per l’acquisto di una divisa se non la si possiede già o se non la si ottiene in prestito o la si eredita dai fratelli più grandi. Per salire su un carro in qualità di tiratore si possono spendere fino a 500,00 euro, in questo caso il prezzo è condizionato dalle spese generali di realizzazione e decorazione del carro e dal mantenimento dei cavalli, oltre che dall’acquisto delle arance.   Gli spettatori devono pagare l’ingresso? Il Carnevale è sempre stata una Festa gratuita dal punto di vista della partecipazione degli “spettatori”. Negli ultimi anni tuttavia si è scelto di fare pagare un ticket di ingresso alla zona centrale della città pari a 5 euro a persona per i non residenti per concorrere al reperimento delle risorse necessarie a garantire un corretto svolgimento della manifestazione (pulizia delle piazze dopo la battaglia, disponibilità di aree di sosta per i veicoli ecc.). La formula per l’Edizione 2014 è in fase di finalizzazione.   Gli spettatori possono tirare le arance o solo quelli che hanno pagato per partecipare? La partecipazione alla Battaglia delle Arance in forma singola ed improvvisata non è ammessa per ragioni di sicurezza e di organizzazione. Quasi tutte le Squadre offrono però la possibilità di provare l’emozione della Battaglia con l’allestimento di appositi corners nei quali è possibile ottenere la casacca in prestito per una breve esperienza di prova.   Lo Storico Carnevale di Ivrea in numeri 8 giorni distribuiti tra l’Epifania e il martedì grasso 100.000 spettatori Corteo storico: 200 figuranti in costumi d’epoca e 70 cavalli Battaglia delle arance: 4.500 aranceri e 100 cavalli 500 persone tra organizzazione e volontari Oltre 7.400 persone coinvolte à più del 30% della popolazione 1.500.000 euro di costi a carico delle componenti, di cui 400.000 a carico della Fondazione e 250.000 a carico della Città di Ivrea 1.500.000 il valore generato in attività commerciali ed artigianali nelle giornate di svolgimento della manifestazione   Come vi finanziate? I finanziamenti sono di natura pubblica (Regione, Provincia) e privata (aziende).
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