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BORGO D’ALE. Larve sui pazienti: a processo i dirigenti della casa di riposo

BORGO D’ALE. Larve sui pazienti: a processo i dirigenti della casa di riposo

Larve (foto archivio)

BORGO D’ALE. Prosegue a Vercelli il processo a dirigenti e personale della casa di riposo borgodalese “La Quercia” (ex “Consolata”). Nell’udienza della scorsa settimana la coorrdinatrice delle infermiere ha raccontato che «la paziente aveva delle larve che le uscivano dal naso. Non poteva muoversi o soffiarsi il naso. Bisognava proteggerla in qualche modo. Prima sono state disposte le medicazioni, come i lavaggi nasali, e poi la donna è stata coperta con una zanzariera».

Il processo nato dall’inchiesta avviata dopo il ritrovamento, nel 2018, di larve su due anziani ospiti della struttura.

La donna di cui si parlava era Anna Bulla, poi deceduta. Deceduto anche un altro ospite, Giovanni Battista Donadoni, che aveva subito una tracheotomia: nella ferita dell’operazione i medici avevano trovato delle larve. La Procura per l’uomo aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo: l’anziano era morto pochi giorni dopo il ricovero. Le indagini ed una perizia del medico legale però avevano dimostrato che le larve non erano state le cause della morte. Così il procedimento è stato archiviato ma si è proceduto per abbandono di incapace e maltrattamenti.

Gli imputati sono cinque: Valentino Bortolussi, legale rappresentante della “Sereni Orizzonti”, società che gestisce la struttura; Sergio Vescovi, all’epoca capo area nord Italia di “Sereni Orizzonti”; Denise Deriva, capo area del Nord Ovest; Elisa Cattaneo, direttrice della struttura; Giuseppe Santamaria, medico direttore sanitario de “La Quercia”.

La settimana scorsa in aula sono sfilati gli ultimi testimoni chiamati dalla Procura. Infermiere, personale e un ispettore infermieristico che hanno risposto alle domande di pubblico ministero, giudice, avvocati difensori e parti civili; presenti anche il Cisas, ente socioassistenziale competente per il territorio, e i famigliari di Anna Bulla. Entrambe le parti civili hanno depositato la citazione di responsabile civile della “Sereni Orizzonti”, società che non si è costituita in giudizio.

L’inchiesta era partita dopo un sopralluogo nella struttura borgodalese deciso dal comitato di vigilanza dell’Asl. La situazione che ne era emersa, secondo l’Azienda Sanitaria Locale, non era delle migliori. Tra i punti contestati la mancanza di zanzariere, locali non climatizzati e carenze dal punto di vista igienico sanitario. Proprio su questi temi si sono concentrate molte delle domande poste ai testimoni. è stato confermato in più occasioni che «mancassero le zanzariere alle finestre in un periodo dell’anno in cui faceva molto caldo e in stanze in cui serviva comunque un costante ricircolo di aria».

In questa udienza era prevista anche l’audizione dei testimoni delle parti civili, ma i tempi dell’udienza si sono dilatati e il giudice Angelica Cardi ha dovuto ricalendarizzare tutto il dibattimento che a questo punto si protrarrà fino a novembre, quando inizierà la discussione. Prima però, oltre che ai testimoni delle parti civili, toccherà anche a quelli delle difese e poi sarà la volta degli imputati che vorranno sottoporsi ad esame.

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