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BOLLENGO. Il paese saluta Francesco Ricca e Alessandro Eusebietti

BOLLENGO. Il paese saluta Francesco Ricca e Alessandro Eusebietti

Franco Ricca e Alessandro Eusebietti

Due perdite importanti per la comunità di Bollengo. Si sono spenti Francesco Ricca di 85 anni e Alessandro Luigi Eusebietti di 83 anni.

FRANCESCO RICCA

Francesco Ricca, era persona molto conosciuta a Bollengo, sia per l'attività svolta, sia per la sua presenza nella vita sociale del paese. Fratello di Renzo, scomparso già qualche anno prima e figlio di Luigi, di cui aveva seguito le orme nel lavoro del taglio della legna, Ricca si era occupato anche della posa di contenitori e linee elettriche nelle abitazioni per conto della Sip. Franco, così veniva chiamato in paese, nel lontano ‘54 aveva anche aperto nel lontano con la famiglia, in Via Pietro Cossavella, un negozio che trattava cartoleria, casalinghi, lampadari e materiale elettrico. L’attività era rimasta aperta fino al 2011. Franco tra le sue varie attività si era anche specializzato nella realizzazione di impianti elettrici e di antenne per la televisione. Dopo la perdita della moglie Teresina Lagna, aveva poi lasciato il lavoro. Aveva un carattere gioviale che gli permetteva di avere rapporti cordiali con tutti. Lo piangono i due figli, Rita e Luigi, quest'ultimo titolare della ditta Ricca Garden. Il suo ricordo sarà vivo in paese anche per la sua passione per la storia bollenghina. Aveva raccolto da sempre immagini della vita del paese e seguiva con la sua telecamera le varie manifestazioni. Bollengo lo ricorda come un cittadino sempre pronto a dare una mano in caso di bisogno. Al suo archivio aveva attinto anni fa, per la realizzazione del volume “Bollengo sul filo della memoria”,  anche il Sindaco Luigi Ricca che spera di poter dare continuazione alla pubblicazione con una nuova edizione, della quale aveva già parlato con Franco. L'utilizzo delle sue foto ed immagini sarà un modo per farne memoria. La grande partecipazione al suo funerale è stata la testimonianza della stima e simpatia di cui godeva in paese e non solo. 

ALESSANDRO LUIGI EUSEBIETTI

La perdita di Francesco si unisce a quella di Alessandro Eusebietti. Sandro, così come lo chiamavano tutti, era stato uno stimato insegnante di italiano, ormai in pensione. Era il più giovane rispetto ai due fratelli Fiorenzo e Giovanni. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, aveva iniziato la sua carriera di insegnante a Torino, per trasferirsi poi a Vestignè, Vistrorio e a Piverone, dove è rimasto fino alla pensione. Ha sempre amato insegnare e instaurare rapporti con gli allievi. Spesso li seguiva dandoli aiuto anche in materie che non insegnava come la matematica. Ma c’è una cosa che racconta meglio il rapporto speciale che aveva con gli alunni. Dopo un anno di incarico a Preside nella Scuola Media di Piverone, rinunciò a proseguire perché il ruolo lo allontanava dal contatto con i giovani e con gli altri insegnanti. Rinunciò così alla carriera ed ad una progressione economica dello stipendio pur di tornare in contatto con loro. Una grande passione, che ha sempre portato avanti, proprio come il teatro. Aveva scoperto questa sua passione partecipando, come tanti giovani del paese in quegli anni, alle attività dei Salesiani ospiti del Castello di Bollengo. Seguendo le loro rappresentazioni teatrali, nelle quali era anche stato coinvolto, aveva maturato una passione che l'avrebbe impegnato non solo nel tempo libero, ma che avrebbe portato anche a scuola. Non si limitava ad un insegnamento “ordinario”, ma stimolava i suoi allievi con la trasformazione in testi teatrali  dei Promessi Sposi, Odissea, Iliade, Pinocchio e molti altri ottenendo grande attenzione e coinvolgimento nello studio. La sua passione per il teatro l'aveva portata anche all'Oratorio parrocchiale, preparando delle rappresentazioni in cui lui stesso partecipava anche come attore. Alla fine degli anni '90 fu decisivo nel far nascere la Compagnia teatrale Azeta, diventandone regista. Per molti anni ha rappresentato, anche sui palcoscenici canavesani, commedie di grande successo. Tra gli attori di quel tempo anche il sindaco Luigi Sergio Ricca, che così ricorda Alessandro. “Quella per il teatro era una sua grande passione, che interpretava con rigore, lo stesso che metteva nell'insegnamento. Voleva fare sempre le cose per bene, e lo ha sempre fatto, sia nella scuola, sia nell'impegno teatrale. Dietro ad un carattere riservato e rigoroso, si celava un uomo di grande cultura, capace di vivere con passione e disponibilità verso gli altri ogni momento della sua vita”. Alessandro Eusebietti lascia la moglie Francesca Privitelli, anche lei insegnante ed i figli Emiliano e Gian Luca.
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