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Che fatica pensare…

Consigli per il benessere psicofisico

Che fatica pensare…

   

Il "Loop" infinito

Ti è mai capitato di rimanere intrappolato nei tuoi pensieri, senza mai arrivare a una conclusione pratica? È un fenomeno comune, accentuato dalla sovrabbondanza di scelte dell'era moderna. Spesso tendiamo a razionalizzare troppo, ma la scienza ci dice che il rimuginio (o rumination) è un cerchio chiuso che non porta alla soluzione.

Purtroppo, rimuginare dà l’illusione di "stare facendo" qualcosa. In realtà, studi di neuroscienze dimostrano che questa attività aziona intensamente l'amigdala (il centro della paura), mantenendo alti i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. È letteralmente un "attrito mentale": consumi la stessa energia di una maratona restando fermo sulla sedia.

Perché il cervello ci rema contro?

Il nostro cervello è programmato per la sopravvivenza, non per la felicità. Cerca di proteggerci dai rischi creando previsioni pessimistiche, portandoci alla "Paralisi da Analisi".

Un dato interessante? La ricerca suggerisce che la chiarezza non è un prerequisito dell'azione, ma un suo risultato. Esiste un concetto chiamato "Self-Perception Theory": noi deduciamo i nostri stati interni (come la motivazione o la sicurezza) osservando il nostro stesso comportamento. Se agisci, il tuo cervello si convince che sei capace di farlo.

L'esempio pratico: la forza dell'attrito basso

Se decidi di rimetterti in forma, la battaglia non si vince in palestra, ma nel corridoio di casa. Preparare la borsa la sera prima riduce quella che gli psicologi chiamano "fatica decisionale".

-Se la borsa è pronta: l'azione è automatica.

-Se devi decidere cosa mettere nella borsa: stai consumando glucosio mentale prezioso che ti mancherà per l'allenamento.

Lo stesso vale per i traslochi o i report di lavoro: il cervello teme l'immensità del compito. Iniziare a riempire un singolo scatolone rompe l'inerzia.

Il potere del "Fare" come medicina

L’azione è un potente ansiolitico naturale. Spostare l’attenzione dal "Sè" (i miei dubbi, le mie paure) al "Compito" (mettere in ordine, scrivere, camminare) riduce l'attività della Default Mode Network (DMN), l'area del cervello associata al vagabondaggio mentale e all'autocritica.

La fisica ci viene in soccorso con il principio di inerzia: un corpo in movimento tende a rimanerci. Il primo passo costa l'80% dell'energia, i successivi sono "in discesa”.

Consigli pratici per spezzare il cerchio

-Micro-Azioni: se un compito ti spaventa, riducilo a un'azione di 2 minuti. Il cervello non si sente minacciato da piccoli passi.

-Time-Boxing per il pensiero: datti un timer (es. 10 minuti). In quel tempo puoi analizzare tutto. Quando scade, la fase di riflessione è chiusa e inizia quella operativa.

-Regola del "Non pensare, fai": Se un'azione richiede meno di 2 minuti, falla istantaneamente.

Noi non siamo definiti da ciò che avremmo voluto fare nei nostri pensieri, ma dalle tracce che lasciamo nel mondo con i nostri gesti. Usiamo la nostra energia per costruire, non per girare a vuoto.

Come sempre vi auguro una buona settimana e a presto!

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